Caro assessore Maltarello, presupponendo che abbia nuovamente risposto a nome del sindaco e della giunta le diciamo francamente che ci sembrava più chiara la sua prima risposta rispetto a quella data recentemente all’ interrogazione di Rosa Barzan, che ha appoggiato i dubbi da noi sollevati sulla mancata costituzione del Comune di Adria come parte civile al processo contro Enel per i possibili disturbi alle vie respiratorie per i minori di 14 anni.
In quella risposta esprimeva dubbi territoriali, riguardo la distanza dalla centrale di Polesine Camerini (“al limite” definiva la posizione territoriale del nostro Comune), e temporali, riferendosi alla raccolta dei dati epidemiologici necessari.
Ora invece risponde parlando dei costi...., e qui secondo noi la cosa diventa ancora più grave, se possibile.
Speravamo che la rendita ottenuta dalla vendita delle aree verdi potesse essere investita a salvaguardia della comunità, visto il sacrificio richiesto ai cittadini, nel privarsi di un bene comune.
Sotto gli occhi di tutti però ci sono i risultati di come sono state “concretamente” spese le risorse del nostro comune: 50 mila euro per il rifacimento dell’ atrio comunale (all’ interno del quale, presupponiamo, potranno curarsi i soggetti asmatici) o la copertura dei costi aggiuntivi del ponte ciclo pedonale (visto che la regione per l’opera in questione copriva una cifra pari a 170 mila euro circa, insufficiente a coprire le spesa complessiva finale ).
Pensiamo che la difesa della nostra salute dovesse avere naturalmente la precedenza su tutto questo.
Omar Barbierato
martedì 31 gennaio 2012
lunedì 30 gennaio 2012
Appello al sindaco e alla minoranza
Dopo il consiglio comunale del 24 Gennaio, Impegno Comune rivolge un appello al sindaco Massimo Barbujani, e alla minoranza consigliare.
Conoscendo la passione e la volontà di Massimo, chiediamo al nostro sindaco di cercare le responsabilità degli errori progettuali del ponte ciclopedonale che hanno portato ad uno spreco superiore agli 80 mila euro “concreto”, che non deve assolutamente ricadere sulla nostra comunità.
Conoscendo la passione e la volontà di Massimo, chiediamo al nostro sindaco di cercare le responsabilità degli errori progettuali del ponte ciclopedonale che hanno portato ad uno spreco superiore agli 80 mila euro “concreto”, che non deve assolutamente ricadere sulla nostra comunità.
Salutiamo con ottimismo l’atteggiamento di tutta la minoranza consigliare che ha saputo dar voce ai dubbi dei cittadini, che noi avevamo sottolineato per primi il 28 novembre 2011 tramite la ricerca accurata dell’ ingegnere Leonardo Bonato sull’ iter progettuale e burocratico della realizzazione del ponte, e che si può rileggere ora nel blog .
Ringraziamo Rosa Barzan per aver raccolto il nostro appello sulla mancata costituzione dell’ amministrazione comunale come parte civile nel processo ad Enel, per l’ assenza di adeguamenti nella centrale di Polesine Camerini che hanno causato danni respiratori ai minori di 14 anni.
L’ atteggiamento che chiediamo al consiglio comunale intero è quello dunque di continuare a porre l’ attenzione sulle spese e sui possibili sprechi, costruendo un’ azione concreta e condivisa per il bene dei cittadini, come abbiamo sottolineato nell’ articolo del 22 gennaio in risposta alle riflessioni pubbliche del nostro primo cittadino.
Nel caso del ponte Canareggio chiediamo alla minoranza, nel caso che l’ amministrazione decida di non accertare le responsabilità degli errori commessi, di rivolgersi alla Corte dei Conti per danno erariale, perchè in un momento di difficoltà estrema per tutta la società non possiamo permetterci un danno economico così grave.
Omar Barbierato
martedì 24 gennaio 2012
Immigrazione
I dati diffusi dal Viminale in questi anni sono la dimostrazione del fallimento della legge Bossi Fini e del reato di immigrazione clandestina, una norma irragionevole che si è sovrapposta a quella già esistente delle espulsioni per criminalizzare la mera condizione di irregolarità di uno straniero.
L’ ignoranza e la violenza xenofoba di questo centro destra e la colpevole assenza del centro sinistra hanno creato un cancro culturale in questi ultimi dieci anni che ha impedito la costruzione di un modello di nazione multietnica .
I termini integrazione, convivenza, clandestini, immigrati irregolari hanno inesorabilmente corrotto i nostri pensieri, il nostro modo di vedere le cose, diventando luoghi comuni, banali offese dell’ umana verità.
Lo stato e la politica hanno un dovere a cui non possono sottrarsi, che è quello di amministrare e legiferare tenendo conto delle esigenze delle persone, che non sono esclusivamente quelle primarie della salute, del lavoro, della casa, dell’ istruzione e dell’ ambiente, ma anche quelle della religione, delle relazioni umani e della cultura.
Molte organizzazioni di volontariato in Italia ogni giorno, con umiltà e dedizione, fanno tutto questo in silenzio, sapendo che il futuro della nostra società parte proprio da queste azioni, dal confronto, dal dialogo e dallo scambio.
Anche ad Adria ci sono associazioni che, ormai da diversi anni, hanno creato iniziative e attività in campo interculturale che sono tra le esperienze più belle e importanti della nostra comunità. Ci sono volontari che si occupano dei ragazzi immigrati, gruppi di volontariato o legati alle parrocchie che forniscono vestiario e alimenti a famiglie bisognose sia italiane sia straniere, o sostengono le donne che sono in difficoltà, per condizioni economiche disagiate, nel portare a termine una gravidanza o nell’allevamento dei neonati.
E’ stata organizzata anche qualche attività, ancora in modo limitato, per far conoscere le diverse culture e ricordare la cultura di provenienza degli immigrati che rappresenta per loro e per noi tutti un arricchimento unico ed eccezionale, un bagaglio di esperienze che potrà servire a questi cittadini per costruire una società multietnica capace di affrontare i problemi della nostra nazione.
Il nostro augurio è che l’ attuale amministrazione, e quelle che verranno, sappiano aiutare e valorizzare esperienze come queste, che fanno un lavoro importantissimo e fondamentale e che spesso in questo suppliscono i doveri costituzionali dello stato italiano.
Omar Barbierato
L’ ignoranza e la violenza xenofoba di questo centro destra e la colpevole assenza del centro sinistra hanno creato un cancro culturale in questi ultimi dieci anni che ha impedito la costruzione di un modello di nazione multietnica .
I termini integrazione, convivenza, clandestini, immigrati irregolari hanno inesorabilmente corrotto i nostri pensieri, il nostro modo di vedere le cose, diventando luoghi comuni, banali offese dell’ umana verità.
Lo stato e la politica hanno un dovere a cui non possono sottrarsi, che è quello di amministrare e legiferare tenendo conto delle esigenze delle persone, che non sono esclusivamente quelle primarie della salute, del lavoro, della casa, dell’ istruzione e dell’ ambiente, ma anche quelle della religione, delle relazioni umani e della cultura.
Molte organizzazioni di volontariato in Italia ogni giorno, con umiltà e dedizione, fanno tutto questo in silenzio, sapendo che il futuro della nostra società parte proprio da queste azioni, dal confronto, dal dialogo e dallo scambio.
Anche ad Adria ci sono associazioni che, ormai da diversi anni, hanno creato iniziative e attività in campo interculturale che sono tra le esperienze più belle e importanti della nostra comunità. Ci sono volontari che si occupano dei ragazzi immigrati, gruppi di volontariato o legati alle parrocchie che forniscono vestiario e alimenti a famiglie bisognose sia italiane sia straniere, o sostengono le donne che sono in difficoltà, per condizioni economiche disagiate, nel portare a termine una gravidanza o nell’allevamento dei neonati.
E’ stata organizzata anche qualche attività, ancora in modo limitato, per far conoscere le diverse culture e ricordare la cultura di provenienza degli immigrati che rappresenta per loro e per noi tutti un arricchimento unico ed eccezionale, un bagaglio di esperienze che potrà servire a questi cittadini per costruire una società multietnica capace di affrontare i problemi della nostra nazione.
Il nostro augurio è che l’ attuale amministrazione, e quelle che verranno, sappiano aiutare e valorizzare esperienze come queste, che fanno un lavoro importantissimo e fondamentale e che spesso in questo suppliscono i doveri costituzionali dello stato italiano.
Omar Barbierato
lunedì 23 gennaio 2012
Risposta al Sindaco
Rispondo alle “riflessioni di Bobo” (questo era il titolo dell’articolo su Edicola 5), dichiarando la mia disponibilità a collaborare gratuitamente, mettendo a disposizione le mie competenze di ingegnere perché possa riprendere l’iter del PAT, quel percorso di pianificazione urbanistica che il Comune di Adria, per rilanciarsi, deve completare celermente anche attraverso la regolarizzazione della posizione lavorativa di quel bravo dipendente che è stato lasciato a casa ormai da qualche settimana.
Ciò non mi impedisce di rilevare la singolarità della richiesta del Sindaco Barbujani (quella di fornire prestazioni professionali gratuite) indirizzata al sottoscritto che, è bene ricordarlo, non ha ruoli pubblici retribuiti, così come mi sorprende che egli non abbia voluto rispondere alle altre questioni sollevate nel mio recente articolo “la crisi si combatte con la partecipazione”.
Mi auguro e mi attendo, almeno, che questa mia disponibilità, stavolta non silenziosa come in altri casi ma forzatamente dichiarata, sia ben accetta e sia di utile stimolo. Ricordo, infatti, che non sarebbe la prima volta che un ente pubblico locale si avvale della mia collaborazione senza sostenere oneri, così come non è raro che la mia attività professionale agevoli le iniziative di associazioni e gruppi che operano nel nostro territorio, mentre non voglio soffermarmi sull’impegno profuso da membri della mia famiglia in azioni di volontariato autentico a favore della comunità, dove non ci sono stipendi e rimborsi da ricevere o interessi di categoria di difendere, ma solo tempo da dare, e a proprie spese.
Ecco, è proprio questo spirito di volontariato che i cittadini chiedono, non la solita difesa d’ufficio di una “politica” che è fatalmente costosissima, forse anche per pagare campagne elettorali sfarzose, autentici investimenti pubblicitari. L’impegno politico, infatti, non può essere assimilato e ridotto a un’attività retribuita, se si vuole che i partiti non siano più visti come uffici di collocamento impropri. A questo proposito voglio ricordare che la proposta della riduzione delle indennità come presupposto per la riconciliazione tra l’opinione pubblica e una classe politica concretamente disposta a riscoprire sobrietà e genuinità non è una novità per noi di Impegno Comune: è stato uno dei punti fondamentali del nostro programma elettorale tanto che la nostra lista aveva subordinato l’apparentamento con le altre liste del centrosinistra alla condivisione di questa nostra idea.
Caro Sindaco, per me la prospettiva non era quella (da Lei rappresentata) di rinunciare al reddito da lavoro autonomo o a quello di dipendente pubblico, i due redditi su cui può contare la mia famiglia (così come anche la Sua, del resto). Si trattava di rinunciare ( e di far rinunciare) a gravare sul bilancio comunale con le indennità di carica, liberando risorse a favore delle famiglie in difficoltà o, ad esempio, per garantire le dotazioni minime alle scuole o alla biblioteca comunale. E’ semplicemente questo che oggi Le chiedo ( mi rifiuto infatti di seguire il Suo ragionamento che mi porterebbe a domandarLe a maggior ragione di fornire gratuitamente calzature ai dipendenti comunali) , invitandola contemporaneamente a ricordare che fino a qualche anno fa ad Adria alcune “cariche” non erano retribuite e tutto funzionava regolarmente. Respingo fortemente, quindi, il tentativo di far passare la mia proposta come l’idea irrealizzabile di un moralista. Azioni fondate sul principio di gratuità come quelle suggerite da me e da “Impegno Comune” si stanno già mettendo in atto da tempo in comuni governati dal centrosinistra così come dal centrodestra.
Sono sinceramente convinto, signor Sindaco, che già Lei faccia, a sue spese, telefonate per il comune; ne faccia qualcuna in più per contattare amministrazioni a lei politicamente vicine, le quali hanno già scelto di tagliare le indennità proprie e quelle dei c.d.a. da loro espressi. Forse meglio di me sapranno persuaderla della necessità, soprattutto in questo periodo, di esempi di austerità e risparmio.
Leonardo Bonato
mercoledì 18 gennaio 2012
Sempre troppo tardi
Abbiamo appreso con stupore della mancata costituzione del comune di Adria come parte civile nel processo ad enel iniziato la scorsa settimana.
Il processo in questione riguarda le conseguenze nocive alle vie respiratorie per i più giovani (minori fino ai 14 anni) e all’ ambiente dovute alla mancanza di adeguamento della centrale di Polesine Camerini dettata dall’ articolo 30 del parco del Delta.
Pensiamo che il sindaco dovrebbe motivare pubblicamente le ragioni di questa decisione, in quanto la salute dei propri cittadini deve essere la prima preoccupazione di un’ amministrazione.
La difesa del territorio, della salute e del lavoro nel Polesine, che in questi mesi ha visto l’ impegno di tantissime persone nella realizzazione di diverse iniziative tra cui la bellissima manifestazione del 29 Ottobre ad Adria, è la prova non ideologica che i cittadini chiedono alla politica, a tutti i livelli, di pensare e progettare azioni che tengano conto dell’ eccezionalità del nostro ambiente, unico in Europa per le sue caratteristiche.
Omar Barbierato
Il processo in questione riguarda le conseguenze nocive alle vie respiratorie per i più giovani (minori fino ai 14 anni) e all’ ambiente dovute alla mancanza di adeguamento della centrale di Polesine Camerini dettata dall’ articolo 30 del parco del Delta.
Pensiamo che il sindaco dovrebbe motivare pubblicamente le ragioni di questa decisione, in quanto la salute dei propri cittadini deve essere la prima preoccupazione di un’ amministrazione.
La difesa del territorio, della salute e del lavoro nel Polesine, che in questi mesi ha visto l’ impegno di tantissime persone nella realizzazione di diverse iniziative tra cui la bellissima manifestazione del 29 Ottobre ad Adria, è la prova non ideologica che i cittadini chiedono alla politica, a tutti i livelli, di pensare e progettare azioni che tengano conto dell’ eccezionalità del nostro ambiente, unico in Europa per le sue caratteristiche.
Omar Barbierato
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