Dopo aver
dato ai cittadini adriesi elementi oggettivi e numeri su cui riflettere, per
quanto riguarda la variante Amolaretta, vorremmo però tornare sulla questione
politica delle ultime scelte di questa amministrazione, e ci aspetteremmo che
fosse il sindaco a rispondere, dopo che non è potuto intervenire in Consiglio
Comunale. Il sindaco ha pubblicamente dichiarato che sogna una
città che punti su turismo e cultura e poi "coerentemente" si priva
di parcheggi, in una zona strategica per servizi e per accedere al centro
storico nelle giornate di manifestazioni o eventi, e vuole permutare (svendere)
il fabbricato che contiene il bar Cavour, strategico per la sua contiguità con
il Teatro Comunale. Cioè si sceglie di impoverirsi proprio in una zona della
città funzionale a quel Teatro per il quale si sono spese e si stanno spendendo
tantissime risorse, ci sembra una scelta a dir poco contradittoria. Inoltre si
parla del Teatro gettando fumo negli occhi dei cittadini e non si dice come si
pensi di farlo funzionare, come gestirlo con i suoi costi di funzionamento
enormi. Una risposta all'assessore Busson: i cittadini hanno il diritto di
informarsi e di fare domande precise sulle decisioni pubbliche di chi
amministra, anche se non siedono in Consiglio Comunale, e i parcheggi, se
parliamo di turismo, devono essere pensati in funzione di chi viene fuori dal
nostro comune.
mercoledì 13 agosto 2014
lunedì 11 agosto 2014
VARIANTE AMOLARETTA: TORNANO I CONTI?
In merito alla variante Amolaretta approvata dall’ultimo consiglio comunale, i consiglieri di maggioranza hanno “fatto quadrato“, rifiutandosi non solo di valutare altre soluzioni ma persino di analizzare i conti presentati dall’assessore Busson e contestati dalla minoranza. E proprio sui conti vorremmo tornare in modo approfondito.
Primo punto: si è scelto di trasformare una zona F5 in una zona residenziale B1 che ha il massimo indice volumetrico (1,50 mc/mq). La zonizzazione con la destinazione B1 non è credibile e urbanisticamente contraddittoria nel momento in cui si individua la necessità di realizzare strade interne con una suddivisione in lotti: si configura una mini lottizzazione (zona C) o, comunque, una zona che già le norme di attuazione del Comune di Adria indicano in B3: l’indice però, in questo caso è 0,90 mc/mq con, in più, l’obbligo di realizzare verde e parcheggi pubblici. Con quest’ultima soluzione sarebbe stato più onesto parlare di “interesse pubblico”. Si fa presente che nella precedente proposta della Soc. Cà Cima il volume edificato (che sarebbe rimasto in proprietà della stessa società ... altro che esproprio!) era di 4.559,35 mc, corrispondente a un indice di 1,24 mc/mq mentre ora è di 5.500 mc: vengono dati 1.000 mc in più, e tutti residenziali!
Secondo punto: Il piano economico finanziario presentato contiene secondo noi un errore sostanziale nel calcolo delle plusvalenze. La valutazione, infatti, deve essere fatta per differenza tra il valore post trasformazione e il valore ante trasformazione sull’intero bene. Non si può escludere dalla valutazione post trasformazione il valore dell’alloggio oggetto di accordo di cessione perché quello stesso alloggio viene realizzato in forza della stessa trasformazione urbanistica e nei costi di trasformazione sono stati fatti rientrare anche quelli relativi alla costruzione dello stesso alloggio (punto B della relazione del tecnico della Soc. Ca’ Cima). Riproponendo meramente, quindi, i valori già indicati con la correzione necessaria per quanto sopra esposto, risulta che il corretto valore di mercato deve essere incrementato di un importo pari al valore attribuito all’appartamento (€ 100.000,00). Il dato della plusvalenza così come indicato nei documenti (€ 241.860,00) non è, quindi, corretto, risultando ridotto di un importo variabile tra i 90.400€ e i 100.000€. E’ stato fatto il bene per i cittadini?
Impegno Comune
sabato 2 agosto 2014
Turismo e Cultura?
Con soddisfazione giovedì sera ho sentito il Sindaco rispondere alla sollecitazione dell’ing. Bonato, indicando come temi centrali per il futuro di Adria la cultura e il turismo, anche se entrambi i temi, a dire il vero, non erano stati sviluppati in modo organico nel corso della serata. Ma a richiamare alla concretezza è intervenuto prontamente l’assessore Simoni, pur non rispondendo concretamente lui, per primo, alle osservazioni critiche proposte dall’ing. sulla vendita del patrimonio comunale che, di questi tempi di crisi, rischia di divenire una svendita. Allora, Sindaco, mi appello a Lei e chiedo, concretamente, se sia coerente con quanto enunciato la svendita (perché la permuta è una svendita) del fabbricato che ospita il Bar Cavour, fisicamente collegato con il teatro Comunale e potenzialmente strategico, per la sua ubicazione, per iniziative culturali, mostre, esposizioni, collegate anche direttamente e naturalmente al Teatro: ci pensi bene Sindaco, prima di depauperare la città privandola poi definitivamente e irrimediabilmente di questo immobile.
Un’altra domanda. Se la vocazione di Adria è turistica, perché scegliere di privare la città di aree destinate a parcheggio prossime al centro per trasformarle in lotti edificabili? Mi riferisco all’operazione urbanistica che interessa la zona prossima alla torre dell’acquedotto e che collega Riviera Campanina con l’attuale parcheggio del “Palazzo di vetro”. Già ora questi luoghi in certi momenti sono intasati di auto: non pensa che “turismo” voglia dire ospitalità e facilità di accesso e parcheggio per i visitatori? La scelta è sbagliata e incoerente con quanto enunciato giovedì sera. L’invito è quello di rivedere la soluzione prospettata e di inserirla in un ragionamento globale da farsi con la definizione del PAT. Se questa definizione è veramente prossima che fretta c’è nell’anticipare scelte di così rilevante valenza urbanistica? Specie se in contrasto con i suoi intendimenti.
Omar Barbierato
martedì 1 luglio 2014
BARBUJANI COME CADORNA?
Chissà se le molte rievocazioni della I^ Guerra Mondiale di questi giorni hanno influito sulle reazioni di sindaco e giunta dopo la relazione del segretario comunale.
Certo è che il modello comportamentale seguito rimanda a un esempio poco edificante della nostra storia. Il tentativo di chi governa la città di scaricare sui dipendenti comunali tutte le responsabilità della disastrosa situazione amministrativa adriese ha, infatti, un precedente illustre quanto doloroso: il generale Cadorna, comandante supremo del nostro esercito, dopo la disfatta di Caporetto non trovò di meglio che accusare le truppe di viltà e ignominia. L’insulto ovviamente serviva a discolpare se stesso e gli altri ufficiali che lo circondavano, umiliando, così, quei poveri fanti sprezzantemente definiti ”carne da cannone”.
Fatte le dovute e rispettose proporzioni la storia si ripete: evidentemente l’Etica della Responsabilità è una virtù che anche oggi, ad Adria, non è molto praticata. Il vero capo, infatti, si assume non solo gli onori, ma anche gli oneri del proprio ruolo. Non può e non deve scaricare tutto su chi è alle proprie dipendenze e se c’è qualcuno che sbaglia deve individuarlo e agire tempestivamente, efficacemente, puntualmente e discretamente, senza lanciare accuse generalizzate.
E’ troppo facile prendersela con le “ultime ruote del carro”. Molto meglio sarebbe stato un serio esame di coscienza invece di questa reazione scomposta di sindaco e giunta facilmente sintetizzabile nelle solite frasi fatte: “non è colpa mia”, “io non c’entro”, “io non c’ero” e “se c’ero dormivo”. In fondo è l’osservanza di semplici regole di comportamento e la forza dell’esempio ciò che legittima chi dirige politicamente un’amministrazione: chi non dimostra di possedere questi elementi non raggiunge mai grandi obiettivi.
Per la cronaca: Cadorna fu sostituito da Armando Diaz che, grazie anche a un maggior rispetto e coinvolgimento delle truppe, seppe trasformare un esercito allo sbando in un’armata vittoriosa.
Impegno Comune
venerdì 6 giugno 2014
Tarzan denuncia il Comune di Adria
Il noto eroe cinematografico Tarzan ha denunciato il Comune di Adria perchè ha perso la compagna Cita nell'erba di Adria.
E'
da Aprile che aspettiamo che l'Amministrazione Comunale provveda allo
sfalcio dell'erba nel Comune. In città e nelle frazioni ci sono diversi
angoli con erba alta un metro o più. Questo problema riguarda sia alcuni
spazi pubblici, sia i giardini di abitazioni private disabitate. Si
tratta di un problema serio che vogliamo segnalare per più di un motivo:
l'erba alta diventa sede di parassiti che attaccano i nostri amici
domestici, cani e gatti, con il rischio di creare problemi seri
all'interno delle abitazioni dei proprietari. Il problema si allarga
anche alle zanzare, proprio mentre l'Ulss 19 sta investendo risorse
pubbliche per la lotta contro la loro proliferazione, con tutte le
criticità che queste possono portare ad animali e persone. Attendiamo
un'azione tempestiva dell'Amministrazione e una risposta pubblica a
questo problema.
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