In merito alla variante Amolaretta approvata dall’ultimo consiglio comunale, i consiglieri di maggioranza hanno “fatto quadrato“, rifiutandosi non solo di valutare altre soluzioni ma persino di analizzare i conti presentati dall’assessore Busson e contestati dalla minoranza. E proprio sui conti vorremmo tornare in modo approfondito.
Primo punto: si è scelto di trasformare una zona F5 in una zona residenziale B1 che ha il massimo indice volumetrico (1,50 mc/mq). La zonizzazione con la destinazione B1 non è credibile e urbanisticamente contraddittoria nel momento in cui si individua la necessità di realizzare strade interne con una suddivisione in lotti: si configura una mini lottizzazione (zona C) o, comunque, una zona che già le norme di attuazione del Comune di Adria indicano in B3: l’indice però, in questo caso è 0,90 mc/mq con, in più, l’obbligo di realizzare verde e parcheggi pubblici. Con quest’ultima soluzione sarebbe stato più onesto parlare di “interesse pubblico”. Si fa presente che nella precedente proposta della Soc. Cà Cima il volume edificato (che sarebbe rimasto in proprietà della stessa società ... altro che esproprio!) era di 4.559,35 mc, corrispondente a un indice di 1,24 mc/mq mentre ora è di 5.500 mc: vengono dati 1.000 mc in più, e tutti residenziali!
Secondo punto: Il piano economico finanziario presentato contiene secondo noi un errore sostanziale nel calcolo delle plusvalenze. La valutazione, infatti, deve essere fatta per differenza tra il valore post trasformazione e il valore ante trasformazione sull’intero bene. Non si può escludere dalla valutazione post trasformazione il valore dell’alloggio oggetto di accordo di cessione perché quello stesso alloggio viene realizzato in forza della stessa trasformazione urbanistica e nei costi di trasformazione sono stati fatti rientrare anche quelli relativi alla costruzione dello stesso alloggio (punto B della relazione del tecnico della Soc. Ca’ Cima). Riproponendo meramente, quindi, i valori già indicati con la correzione necessaria per quanto sopra esposto, risulta che il corretto valore di mercato deve essere incrementato di un importo pari al valore attribuito all’appartamento (€ 100.000,00). Il dato della plusvalenza così come indicato nei documenti (€ 241.860,00) non è, quindi, corretto, risultando ridotto di un importo variabile tra i 90.400€ e i 100.000€. E’ stato fatto il bene per i cittadini?
Impegno Comune
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