mercoledì 18 aprile 2012

Comitato salute del delta

Martedì 17 Aprile si è riunito per la prima volta un nutrito gruppo di cittadini Adriesi, tra i quali erano rappresentate sensibilità politiche di amplissima provenienza, senza distinzioni, anche attraverso chi riveste ruoli istituzionali, per dare inizio al “Comitato per la Difesa della Sanità del Delta”. Il comitato si riunirà martedì prossimo alle 21,30 presso la parrocchia di Carbonara ad Adria, ed è aperto a tutti i cittadini, partiti e movimenti che siano interessati a difendere il diritto alla salute. 

Obiettivi iniziali del comitato sono quelli di approfondire la conoscenza del nuovo piano sanitario regionale e formulare delle proposte da affidare ai nostri politici affinché si facciano garanti del mantenimento dei servizi sanitari ad oggi esistenti nel territorio. 

Subito dopo si creeranno i presupposti per organizzare in tempi brevi un’ assemblea pubblica per informare i cittadini, sia dei rischi legati al piano socio sanitario nell’ultima versione approvata in regione dalla V Commissione Regionale Sanità, sia delle modifiche auspicabili a garanzia del diritto alla salute per tutti i cittadini polesani. 

Sono in gioco la presenza dell’ U.l.s.s. 19 e il ruolo dell’ ospedale di Adria, centro di riferimento per tutto il Delta e per il territorio limitrofo con particolare riguardo alle zone del Cavarzerano e del Basso Ferrarese. Ma ancor più grave è che siano in gioco i servizi medico- sanitari con il rischio in un futuro prossimo di doverci spostare a Mestre o a Padova per ricevere cure che oggi troviamo ad Adria e a Rovigo. 

L’ intenzione è proprio quella di costruire una proposta forte che tuteli i servizi alla salute partendo dalla realtà socio sanitaria del nostro territorio, tenendo conto dei dati epidemiologici, dei lavoratori coinvolti e della specificità della nostra area che non può e non deve essere continuamente penalizzata per la sua caratteristica di bassa densità della popolazione. 

Si tratta di procedere secondo due azioni: la prima è quella di analizzare attentamente e realisticamente i tagli alla sanità già decisi, cercando una razionalizzazione che porti alla possibilità concreta di liberare risorse da reinvestire nel sistema socio sanitario per la crescita e lo sviluppo di servizi e professionalità. La seconda è quella di tornare a fare una politica della sanità che sia in grado di difendere e potenziare quello che abbiamo, con il supporto del direttore generale dell’ U.l.s.s. 19 Giuseppe Dal Ben, alla luce dei forti investimenti di denaro pubblico e delle alte professionalità costituitesi in questi anni sotto il suo operato. 

A lui e ai nostri rappresentanti politici, chiederemo di adoperarsi per il mantenimento della struttura ospedaliera di Adria come “Ospedale per acuti”, garantendone la centralità all’ interno del bacino d’ utenza della U.l.s.s. 19, e di far crescere l’ efficienza e l’ efficacia degli interventi sanitari di tutela e prevenzione, perché i servizi attualmente presenti nel territorio sono assolutamente vitali per il nostro tessuto sociale e imprenditoriale, e un eventuale impoverimento porterebbe tutto il Delta, non solo Adria su una china senza ritorno. 

Il Comitato salute del Delta

lunedì 16 aprile 2012

Spese elettorali

Alla luce del dibattito sul rimborso elettorale ai partiti che ha furbescamente sostituito il finanziamento pubblico, bocciato dal popolo tramite referendum del 1993, Impegno Comune pone delle domande e delle proposte alla giunta, al consiglio comunale, e al segretario comunale.

Possiamo pensare di porre nel nostro statuto comunale un tetto di spese per le contese elettorali, che tutti siano tenuti a rispettare (come succede per le elezioni regionali) ? La proposta secondo noi è valida per due motivi: il primo motivo è che alla luce della crisi economica che da anni strangola famiglie e cittadini le cifre sperperate per le campagne elettorali risultano vergognose e inaccettabili (ricordiamo i 54000 euro spesi dal solo PDL alle ultime elezioni comunali).

Il secondo motivo è più difficile da dimostrare, e non spetta a noi, ma spesso le grosse cifre che girano nei partiti possono avere provenienze sospette (caso lega di questi giorni), o provocare strani cortocircuiti secondo i quali durante una qualsiasi amministrazione poi lavorano sempre le stesse ditte e gli stessi progettisti, oppure gli appalti per opere pubbliche vengono assegnati a ditte che  fanno ribassi esagerati sul prezzo d‘ asta per poi presentare variazioni in corso d’ opera che vanno a coprire l’ eccessivo sconto iniziale.

Avendo studiato minuziosamente i resoconti dell’ ultima tornata elettorale per l’ elezione del comune, grazie alla nostra tesoriera Wilma Moda, abbiamo riscontrato come tali documenti spesso sembrino redatti in modo approssimativo e poco veritiero (ricordiamo di essere tra i pochi che hanno indicato in dettaglio i propri finanziatori a differenza di diversi partiti).

Il compito di verificarne l’ accuratezza e la veridicità è del segretario comunale, che a differenza del nome, è un funzionario che non dipende dall’ amministrazione comunale in carica, per la quale svolge compiti di collaborazione e funzioni di assistenza giuridico amministrativa, ma direttamente dal Ministero dell’ Interno.

Quali strumenti ha a sua disposizione, e quali vengono usati  in questi casi? Si possono creare dei moduli di dichiarazione elettorale che costringano partiti e movimenti ad essere più trasparenti e meno ambigui, obbligandoli a denunciare tutte le spese e le eventuali forme di sovvenzionamento privata? Si possono pensare dei controlli a campione che ad ogni tornata elettorale interessino alcuni dei contendenti?

Omar Barbierato

mercoledì 11 aprile 2012

Finanziamento ai partiti

“Il finanziamento pubblico ai partiti e' una delle modalità, assieme alle quote d'iscrizione e alla raccolta fondi, attraverso cui i partiti politici reperiscono i fondi necessari a finanziare le proprie attività. 

Fu introdotto dalla legge Piccoli nel 1974 con l'intento di sostenere l'iniziativa politica come puro finanziamento alle strutture dei partiti con l'effetto di rassicurare l'opinione pubblica affinché i partiti non avessero avuto bisogno di collusione e corruzione da parte dei grandi interessi economici". 

La mancanza di controlli adeguati e il sistema italiano delle tangenti ha portato prima alla crisi dei partiti del ‘92, e dopo il referendum abrogativo del ’93, al nuovo sistema di rimborso elettorale che è stato messo in crisi solo oggi dopo gli ultimi vergognosi scandali legati ai tesorieri di Margherita e Lega. 

Entro il 30 giugno dello scorso anno, c'era da presentare al Comune il resoconto delle spese elettorali con l'elenco dei finanziatori. Ringrazio il Segretario Comunale che mi ha fornito copia di tutti i resoconti presentati dalle varie liste che "partecipavano" alle elezioni amministrative del nostro Comune. 

Ci sono liste che, pur avendo di gran lunga sostenuto spese superiori alla nostra (Impegno Comune ha speso per la campagna elettorale € 2.543,00), fra i finanziatori non ha indicato nessun nome. Ma da dove saranno arrivati questi soldi? Si parla tanto di trasparenza...... ma in questo caso.... dov'e'?

La gente comune vuol capire come funziona la politica. Cominciamo da Adria a creare ed esigere la trasparenza.

Wilma Moda

mercoledì 4 aprile 2012

Salute Pubblica

Il movimento Impegno Comune, dopo le recenti notizie che riguardano la Sanità Adriese, caratterizzate da comunicati allarmanti seguiti da rassicurazioni e dichiarazioni d’ intento più o meno convincenti, chiede alla politica di tornare a fare il proprio dovere. 

Lanciamo la proposta a tutti quelli che vogliono starci, dalla maggioranza alla minoranza, alle formazioni che non sono presenti in consiglio comunale, di formare un comitato per la Salute Pubblica, che in tempi brevissimi sia in grado di organizzare un assemblea aperta ai cittadini in cui si dica qual è lo stato dell’ arte dell’ ulss 19, dal punto di vista degli utenti e dei lavoratori, e che sia in grado di tracciare gli sviluppi del futuro prossimo fra tagli alla sanità, sperimentazioni, blocco delle assunzioni e necessarie ottimizzazioni. 

Il punto di partenza, secondo noi, deve essere l’ affermazione forte e veritiera che il ruolo dell’ ulss 19 e dell’ ospedale di Adria siano legati in modo imprescindibile alla specificità del territorio Polesano che servono. Il rischio di accorpamento con l’ ulss 18 è quello che il nostro ospedale perda il suo attuale ruolo a favore di Rovigo e Porto Viro. 

Dobbiamo difendere i servizi ai cittadini, i posti di lavoro e le eccellenze che contraddistinguono la nostra sanità, non possiamo perdere altri pezzi fondamentali della nostra realtà, come è accaduto per il tribunale e la biglietteria della stazione ferroviaria. 

Non vorremmo essere facili cassandre nel predire che il rischio concreto per Adria è quello di perdere un altro tra i servizi principali che l’ ha sempre contraddistinta in questi anni: l’ ospedale o la casa di riposo. Aspettiamo fiduciosi risposte alla luce delle affermazioni del consiglio comunale e del sindaco Massimo Barbujani, che aveva annunciato barricate comuni in difesa dell’ ospedale di Adria. 

In tempi non sospetti attraverso Leonardo Bonato avevamo già sottolineato l’ importanza di costruire proposte concrete e non solo ordini del giorno consiliari in difesa del nostro ospedale (si parla di un rischio chiusura per Adria e Chioggia, perché non pensare di accorparle mantenendo la centralità dell’ ulss19?), la città e i suoi servizi non possono essere difese solo a parole, servono progetti concreti che aiutino a conservare e sviluppare ciò che abbiamo, e smascherare chi da una parte assicura il proprio impegno e dall’ altra, in modo bipartisan, ordisce attacchi sotterranei alla nostra realtà.

Omar Barbierato

lunedì 2 aprile 2012

Inserimento lavorativo

Pochi giorni fa è apparso un articolo sui quotidiani locali a cura del direttore dell’ ulss 19 Giuseppe dal Ben che descriveva lo stato dell’ arte del progetto SIL, un servizio socio-sanitario che ha lo scopo di favorire la piena inclusione delle persone disabili e/o svantaggiate, mediante la realizzazione di percorsi individualizzati di integrazione lavorativa.

Le persone coinvolte nel progetto svolgono un lavoro di tre ore quotidiane per il quale ricevono una borsa di 200 euro mensili, che ha finalità teraupetico-riabilitativa, agendo sugli aspetti motivazionali del soggetto quale protagonista della propria autostima.

Nell’ ultima conferenza dei sindaci polesani è stato presentato ed approvato il regolamento del SIL secondo il quale la somma di 200 euro, se non ci sono altre fonti di reddito, è comunque destinata ad esaurirsi gradualmente nell’ arco di 10 anni, con misura retroattiva.

Perciò già oggi alcuni ragazzi disabili si trovano o a casa, o ad andare al lavoro senza percepire alcun compenso.

In questo modo viene meno secondo noi uno degli obiettivi del progetto, quello dell’ inclusione, che deve riconoscere le diversità e valorizzare il contributo che le persone disabili e svantaggiate possono offrire alla vita sociale.

Ci sembra una misura disumana, che toglie dignità a persone e famiglie che ogni giorno lottano per avere condizioni di vita normali, e che almeno nell’ inserimento nel mondo lavorativo avevano trovato un compenso simbolico del proprio tempo ed impegno.

Chiediamo con forza che la conferenza dei sindaci insieme all’ ulss 19 torni sulle proprie decisioni, e cerchino i fondi necessari a coprire questo progetto,  che comunque interessa una decina di persone in tutto il Polesine, e che quindi non rappresenta nemmeno una cifra significativa, togliendo ogni vincolo temporale.
I tagli nel sociale ai soggetti più deboli risultano ancora più odiosi, alla luce di somme ingenti di denaro pubblico usate per dare premi esagerati a dirigenti, o a coprire i costi aggiuntivi di opere pubbliche.

Omar Barbierato