La crisi economica, che dopo essere stata a lungo negata dal governo Pdl – Lega, pervade ormai da qualche mese la vita degli italiani, si concretizza di volta in volta drammaticamente attraverso i rincari, l’incertezza del lavoro, i difficili rapporti con le banche e con le pubbliche amministrazioni, colpendo per la sua ampiezza e intensità non solo le famiglie, ma anche le comunità da esse composte ovvero lo stesso tessuto sociale dei comuni, delle città.
Adria, in particolare, rischia di vedere aggravata la già critica situazione occupazionale dei giovani, mentre è costantemente minacciato il suo ruolo di città di servizi quale polo di riferimento del terziario per un territorio più vasto.
Il generale clima di incertezza è alimentato anche dalla sensazione che come cittadini non potremo essere protagonisti del nostro rilancio, sia nazionale che locale, se non per i sacrifici che ci vengono imposti. Ma non è così, perché ognuno di noi deve sentirsi coinvolto in questa impresa e almeno un paio di cose certamente tutti le possiamo fare.
Intanto dobbiamo vigilare ed esigere che i sacrifici siano equamente distribuiti, che chi ci rappresenta sia degno del compito che gli è stato affidato e sia pronto a dare per primo l’esempio, abbandonando ogni forma di vergognosa melina, ridicola quanto bipartisan, sulle riduzioni delle indennità e dei vitalizi non solo dei parlamentari, ma anche delle schiere dei consiglieri che siedono in regione e nei più svariati enti.
Anche in provincia di Rovigo devono arrivare i tagli al numero e ai compensi percepiti dai membri dei diversi consigli di amministrazione di nomina pubblica, mentre ad Adria ci aspettiamo che Sindaco, Assessori, Presidente del Consiglio Comunale, Consiglieri della Casa di Riposo e Presidente dell’A.I.A. si riducano drasticamente gli emolumenti percepiti, orientando il denaro pubblico verso iniziative a sostegno della comunità.
Il denaro pubblico e la sua spesa: ecco un altro punto su cui dobbiamo sentirci impegnati a vigilare e a proporre. I soldi pubblici sono di tutti noi e quando un qualsiasi ente o istituzione spende con superficialità significa che ai cittadini che pagano le tasse è stata sottratta ricchezza senza giustificazione, sprecando risorse che potrebbero essere impiegate là dove effettivamente servono.
L’esempio negativo più evidente, nella nostra zona, è l’allestimento “artistico” all’interno della rotatoria all’ingresso di Rovigo: opera inutile, forse dannosa, sicuramente brutta, cha ha assorbito parecchie decine di migliaia di euro da diversi enti pubblici, a vari livelli. Non c’era modo migliore per spendere quei soldi per la viabilità del Polesine?
Domande di questo tipo consentono agli amministratori di praticare l’utile esercizio del “rendere conto” se, rispondendo esaurientemente, dimostrano di capire che la giusta attenzione dei loro amministrati li può aiutare a sbagliare di meno.
Mi auguro lo capisca anche quell’assessore adriese, che non ha ancora risposto a tutte le mie domande, ma si preoccupa di sapere se le osservazioni su ponte Canareggio le ho fatte in qualità di ingegnere o di ex candidato sindaco. Rispondo volentieri: semplicemente in qualità di cittadino. Uno fra i tanti, fra tutti i cittadini adriesi che devono essere coinvolti e resi partecipi per individuare tutto ciò che può essere corretto e migliorato, ovvero i possibili risparmi, le economie, i bisogni, le priorità, gli investimenti veramente necessari per il futuro. Solo così potremo farcela, perché dalla crisi o usciamo tutti insieme o non uscirà nessuno.
Per questi motivi noi di Impegno Comune proponiamo di avviare fin da subito un percorso di partecipazione e condivisione trasparente delle scelte economico-finanziarie del comune e raggiungere così l’obiettivo del “bilancio partecipato”, con gli amministratori che si mettono in ascolto con umiltà, ricercando e non respingendo i contributi di tutti i cittadini, anche quelli critici. L’apporto di suggerimenti, esperienze e competenze sarebbe una preziosa fonte di conoscenza anche per una pianificazione più ampia delle strategie di rilancio della città perchè sappiamo quanto attuale sia oggi l’insegnamento di Einaudi: conoscere per deliberare.
Adria nell’immediato deve sapere mettere in campo tutta se stessa giocando non solo in difesa sulle questioni USL, Tribunale, Scuole, trasporti, ma anche all’attacco per essere pronta a cogliere, ad esempio, le opportunità dei diversi scenari che si potrebbero aprire con la futura ridefinizione del concetto di “provincia”.
E’ evidente che per questo c’è bisogno di uno sforzo supplementare perché non potremo fare eccessivo affidamento su aiuti esterni, ma solo sulla nostra capacità di programmare. Ma bisogna fare presto.
Leonardo Bonato
lunedì 9 gennaio 2012
“Il problema delle camere di sicurezza”
Siamo qui come movimento civico Impegno Comune di Adria a domandare al prefetto Romilda Tafuri qual è la situazione delle camere di sicurezza nel nostro comune e nella provincia?
Le parole del vice capo della polizia Cirillo, nella sua relazione alla commissione giustizia del senato sul decreto “svuota carceri”, sono preoccupanti. Il decreto in questione prevede che le persone arrestate e processate per direttissima vengano trattenute in apposite stanze di sicurezza invece di essere tradotte in carcere.
Occorrono dunque delle stanze attrezzate ad hoc, che permettano sia di ospitare le persone in attesa di giudizio garantendo loro il minimo necessario per il sostentamento fisico, il riposo notturno e la cura della persona, che ai tutori dell’ ordine di poter operare con il massimo della sicurezza. Le forze dell’ ordine sono preparate ed organizzate per vigilare sui fermati? Esiste il pericolo di togliere personale da altri incarichi vitali, visto il blocco delle assunzioni e i tagli alla spesa pubblica effettuati dal governo Berlusconi e mantenuti dall’ attuale governo Monti? La sicurezza dei cittadini di Adria e del Polesine e il lavoro di polizia, carabinieri, guardia di finanza verranno messi in difficoltà da questo nuovo decreto?
Essendomi recato recentemente presso la questura di adria ho inoltre notato che l’ ascensore è guasto; come può una persona impossibilitata a salire i gradini accedere al primo piano; non rappresenta questo un problema per il personale della Polizia di Adria, al fine di offrire il miglior servizio alla propria comunità?
Omar Barbierat
Atrio Comunale
Abbiamo letto sui quotidiani che l’ amministrazione ci ha fatto un regalo di natale: il nuovo atrio comunale. Strano regalo, fatto con i nostri soldi, 150 mila euro di soldi pubblici, di cui 50 mila del nostro comune.
Ne avevamo bisogno? Le famiglie adriesi che non arrivano a fine mese, che non riescono a pagare l’ affitto o il mutuo potranno gioire di questo “regalo”? L’ ingresso per le sedie a rotelle era già presente nell’ altro accesso alla casa comunale, e l’ atrio precedente non rappresentava sicuramente un emergenza paragonabile a quella sociale di questi giorni e dei prossimi soprattutto.
In questo periodo di festa inoltre l’ assessore Federico Simoni, stanco delle nostre domande continue ci ha anche educatamente intimato su un social network letto da centinaia di persone di <<andare in procura se c’è qualcosa che non va, o non rompere>>, riferendosi alla vicenda del ponte ciclo pedonale sollevata dal nostro gruppo “Impegno Comune”, che ha portato ad un interrogazione da parte di sel-idv in sede di consigliare.
L’ assessore probabilmente ci ha mostrato il suo modo di intendere la politica: i cittadini devono votare e poi stare zitti, forse il nostro assessore è nostalgico dell’ olio di ricino? Comunque gli consigliamo di frequentare un corso di buone maniere e di procurarsi molta camomilla, perchè non sarà certo con delle minacce che ci metterà a tacere.
Se le persone hanno la possibilità di rileggere i nostri interventi sui blog e sui giornali avranno modo di vedere chiaramente che i nostri interventi sono sempre a favore dei cittadini, e non si arrogano mai di lanciare verità distorte quanto invece di porre precise domande e quesiti sulle decisioni dell’ attuale amministrazione, e sull’ iter delle opere.
Continuiamo infatti a rilevare, ai nostri occhi, l’ assoluta mancanza di progettualità di questa giunta su tutti i campi: lavoro, sociale, scuole, opere pubbliche, e di questo siamo molto preoccupati.
Omar Barbierato
Omar Barbierato
martedì 20 dicembre 2011
ORTI COMUNALI
Quache tempo fa noi di IMPEGNO COMUNE, in un articolo a firma dell’ ing.Leonardo Bonato,avevamo scritto come fosse triste constatare che spazi di verde pubblico pensati per i cittadini e preservati per offrire loro angoli di relax e benessere,fossero stati usati come misera riserva per tappare qualche buco di bilancio senza mai pensare che così avremmo perso tutti noi un po’ della nostra Adria.
Noi di IMPEGNO COMUNE per il futuro ci permettiamo di suggerire un altro modo di sfruttare il verde pubblico, in particolare quello prossimo alla periferia : perchè non creare degli orti comunali , chiamati anche orti urbani?
Questi,verso la fine dell’ 800, erano piuttosto comuni in tutte le grandi città e le caratterizzavano alla vista dei visitatori. Ora vi è un ritorno di questa usanza: qualche volta può essere una moda, ma spesso è una necessità per molte persone .
Dare in concessione un fazzoletto di terra a cittadini,o pensionati con difficoltà di tipo economico, significa,che da una parte avremo aree di verde pubblico pulite e dall'altra offriremo la possibilità alla gente di avere un aiuto anche economico. A questo aggiungiamo che coltivare un pezzetto di terra combatte spesso lo stress e favorisce la socialità,dunque tutto questo si traduce in una qualità di vita migliore.
Anche di questo hanno bisogno i cittadini Adriesi.
Ugo Meneghini
lunedì 19 dicembre 2011
“Non può essere un buon Natale”
“Non può essere un buon Natale” il prossimo ad Adria.
Di fronte ai problemi economici di tante famiglie adriesi, aspettando gli effetti recessivi della prossima finanziaria, assistiamo ad Adria ad uno sperpero di denaro pubblico.
Ci rivolgiamo direttamente al sindaco, come primo cittadino, rappresentante e garante di tutti i cittadini, nonché amico che stimiamo e che conosciamo come persona corretta e piena di passione.
Purtroppo la condotta amministrativa della sua attuale giunta è incappata ancora in gravi errori, di cui non sta rendendo giustamente conto alla città. Come era già successo precedentemente per piazza Oberdan, è venuta meno la funzione di controllo che l’ amministrazione è tenuta ad osservare anche per il ponte ciclopedonale di zona Canareggio.
L’ assessore Federico Simoni non ha chiarito in alcun modo fino ad ora quali errori progettuali siano stati commessi, usando un linguaggio politichese che non gli conoscevamo, e che ha fatto nascere nuovi dubbi sull’ iter progettuale e istituzionale dell’ opera in questione.
L’ assessore incalzato dalla nostra lista civica che opera al di fuori del consiglio comunale, in un secondo momento ha ammesso quello che come movimento civico Impegno Comune avevamo presagito: un aumento di oltre 80.000 euro di spesa, rispetto ad una base d’asta di poco superiore ai 180.000 euro. Una variazione percentualmente esagerata, secondo i termini di legge, che non può essere minimizzata, e che deve avere una giustificazione giuridicamente esatta.
La variante in questione inoltre sarebbe stata approvata dalla giunta adriese a fine novembre, ad opere già eseguite, il che rappresenta un duplice gravissimo errore: formalmente le opere di “variazione” dovevano essere prima presentate alla giunta con le relative giustificazioni progettuali, e solo in un secondo momento, dopo attenta valutazione, essere eventualmente approvate. Il secondo errore è stato, come dicevamo in precedenza, la mancanza di controllo, che insieme alla progettazione e all’ indirizzo sono i doveri di chi ci amministra.
Tutto ciò purtroppo non può che gettare delle ombre preoccupanti sul futuro della nostra città.
Omar Barbierato
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