lunedì 9 gennaio 2012

LA CRISI SI COMBATTE CON LA PARTECIPAZIONE

La crisi economica, che dopo essere stata a lungo negata dal governo Pdl – Lega,  pervade ormai da qualche mese la vita degli italiani, si concretizza di volta in volta drammaticamente attraverso i rincari, l’incertezza del lavoro, i difficili rapporti con le banche e con le pubbliche amministrazioni, colpendo per la sua ampiezza e intensità non solo le famiglie, ma anche le comunità da esse composte ovvero lo stesso  tessuto sociale dei comuni, delle città.

Adria, in particolare, rischia di vedere aggravata la già critica situazione occupazionale dei giovani, mentre è costantemente minacciato il suo ruolo di città di servizi quale polo di riferimento del terziario per un territorio più vasto.

Il generale clima di incertezza è alimentato anche dalla sensazione che come cittadini non potremo essere protagonisti del nostro rilancio, sia nazionale che locale, se non per i sacrifici che ci vengono imposti. Ma non è così, perché ognuno di noi deve sentirsi coinvolto in questa impresa e almeno un paio di cose certamente tutti le possiamo fare.

Intanto dobbiamo vigilare ed esigere che i sacrifici siano equamente distribuiti, che chi ci rappresenta sia degno del compito che gli è stato affidato e sia pronto a dare per primo l’esempio, abbandonando ogni forma di vergognosa melina, ridicola quanto bipartisan, sulle riduzioni delle indennità e dei vitalizi non solo dei parlamentari, ma anche delle schiere dei consiglieri che siedono in regione e nei più svariati enti.

Anche in provincia di Rovigo devono arrivare  i tagli al numero e ai compensi percepiti dai membri dei diversi consigli di amministrazione  di nomina pubblica, mentre ad Adria ci aspettiamo che Sindaco, Assessori, Presidente del Consiglio Comunale, Consiglieri della Casa di Riposo e Presidente dell’A.I.A. si  riducano drasticamente  gli emolumenti percepiti, orientando il denaro pubblico verso iniziative a sostegno della comunità.

Il denaro pubblico e la sua spesa: ecco un altro punto su cui dobbiamo sentirci impegnati a vigilare e a proporre. I soldi pubblici sono di tutti noi e quando un qualsiasi ente o istituzione spende con superficialità significa che ai cittadini che pagano le tasse è stata sottratta ricchezza senza giustificazione, sprecando risorse che potrebbero essere impiegate là dove effettivamente servono.

L’esempio negativo più evidente, nella nostra zona, è l’allestimento “artistico” all’interno della rotatoria all’ingresso di Rovigo: opera inutile, forse dannosa, sicuramente brutta, cha ha assorbito parecchie decine di migliaia di euro  da diversi enti pubblici, a vari livelli. Non c’era modo migliore per spendere quei soldi per la viabilità del Polesine?

Domande di questo tipo consentono agli amministratori di praticare l’utile esercizio del “rendere conto” se, rispondendo esaurientemente, dimostrano di  capire che la giusta attenzione dei loro amministrati li può aiutare a sbagliare di meno.

Mi auguro lo capisca anche quell’assessore adriese, che  non ha ancora risposto  a tutte le mie domande, ma si preoccupa di sapere se le osservazioni su ponte Canareggio le ho fatte in qualità di ingegnere  o di ex candidato sindaco. Rispondo volentieri: semplicemente in qualità di cittadino. Uno fra i tanti, fra tutti i cittadini adriesi che devono essere coinvolti e resi partecipi per individuare tutto ciò che può essere corretto e migliorato, ovvero i possibili risparmi, le economie, i bisogni, le priorità, gli investimenti veramente necessari per il futuro. Solo così potremo farcela, perché dalla crisi o usciamo tutti insieme o non uscirà nessuno.

Per questi motivi noi di Impegno Comune proponiamo di avviare fin da subito un percorso di partecipazione e condivisione trasparente delle scelte economico-finanziarie   del comune e  raggiungere così  l’obiettivo del “bilancio partecipato”, con gli amministratori che si mettono in ascolto  con umiltà, ricercando e non respingendo i contributi di tutti i cittadini, anche quelli critici. L’apporto di suggerimenti, esperienze e competenze sarebbe una preziosa fonte di conoscenza anche per una pianificazione più ampia delle strategie di rilancio della città perchè sappiamo quanto attuale sia oggi l’insegnamento di Einaudi: conoscere per deliberare.

Adria nell’immediato deve sapere mettere in campo tutta se stessa giocando non solo in difesa sulle questioni USL, Tribunale, Scuole, trasporti, ma anche all’attacco per essere pronta a cogliere, ad esempio, le opportunità dei diversi scenari che si potrebbero aprire con la futura ridefinizione del concetto di “provincia”.

E’ evidente che per questo c’è bisogno di uno sforzo supplementare perché non potremo fare eccessivo affidamento su aiuti esterni, ma solo sulla nostra capacità di programmare. Ma bisogna fare presto.

                            Leonardo Bonato

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