Occupazione
Intendiamo operare perché si creino occasioni di lavoro per i giovani, per le donne, per i non occupati. Non è certo in potere del Comune creare posti di lavoro, però l’Amministrazione comunale può operare per creare le condizioni per la realizzazione di occasioni di lavoro, se investe sul rapporto tra scuole superiori e aziende, se favorisce l’imprenditoria, promuovendo facilitazioni e servizi per le aziende. La crisi economica, che fa sentire sempre più il suo peso e che si manifesta con una crescente difficoltà dei giovani, delle donne e dei disoccupati in età matura a trovare o a mantenere il lavoro, impone un’attenzione particolare e uno sforzo straordinario dell’Amministrazione comunale in questa direzione, in sinergia con le associazioni di volontariato. Con interventi anche di supporto a quanti, perdendo il posto di lavoro, possono essere aiutati nella situazione di emergenza ma soprattutto nella ricerca di un nuovo lavoro.
Il Comune deve essere in prima fila nella promozione di attività produttive. Sia con la predisposizione di aree per insediamenti artigianali, industriali e commerciali, sia favorendo lo sviluppo della cultura d’impresa. Una cultura che è sempre stata carente nel nostro territorio. I giovani vanno sostenuti nella loro difficile ricerca di percorsi di vita in cui impegnarsi per costruire un futuro il più possibile conforme alle loro capacità, inclinazioni, aspettative.
Il nostro Impegno è per:
1. la promozione e l’organizzazione di corsi di formazione per persone da avviare al lavoro o da riqualificare;
2. un collegamento tra i servizi dei diversi enti partendo dagli uffici comunali che si occupano di pratiche per le imprese, con uno sportello unico che sia un sostegno efficiente per le imprese;
3. l’incentivazione di progetti di tirocinio tra scuole e imprese adriesi con contributi o sconti sulle tasse comunali per le imprese che aderiscono,con sostegno nelle scuole a progetti europei Leonardo che prevedono la formazione professionale all’estero e l’ospitalità di studenti stranieri presso le nostre imprese;
4. l’istituzione di tavoli di coordinamento tra le parti nel caso di crisi aziendali;
5. l’interessamento dell’Amministrazione comunale per favorire la nascita di un incubatore d’impresa, coordinando i soggetti economici interessati e individuando le fonti di finanziamento necessarie (POR parte Fesr in primis);
6. la predisposizione di aree industriali e artigianali e il miglioramento di quelle esistenti sia in centro che nelle frazioni;
7. la creazione di una rete tra servizi del Comune, parrocchie, associazioni di volontariato, fondazioni e Istituti di Credito, uffici del lavoro e società di lavoro interinale al fine di individuare rispondere velocemente a situazioni di emergenza, con crediti agevolati e con la ricerca immediata di nuova occupazione.
Economia
E’ necessario potenziare l’agricoltura, l’industria, l’artigianato, i servizi e il commercio.
Di fronte alla crisi economica e climatica, sta prendendo piede una nuova efficace idea, la rinascita verde: investire in fonti di energia rinnovabili, in efficienza e nuove tecnologie è il miglior modo per creare nuovi posti di lavoro e allo stesso tempo salvare il pianeta. In questo senso sono apprezzabili e da sviluppare le iniziative messe in atto nel nostro territorio nell’ambito delle energie rinnovabili. Esse costituiscono delle eccellenze a cui altre si possono aggiungere, come l’Istituto Alberghiero, che sta contribuendo alla rivalutazione di alcuni piatti tipici della tradizione. La ristorazione, le produzioni tipiche, la visitazione, possono effettivamente costituire elementi di forte attrazione e di grande potenzialità economiche.
Mentre siamo contrari ad una proliferazione della grande distribuzione siamo convinti che il commercio del centro storico debba qualificarsi sul piano dell’offerta e del servizio ai cittadini. Crediamo che vadano inoltre incoraggiate e sostenute forme di consumo consapevole, che favoriscono il ricorso a produzioni locali, non solo per minor costo e minor inquinamento dei trasporti, ma anche per attenzione alla genuinità, per il superamento del consumismo anonimo, attraverso il controllo della produzione, la valorizzazione dello spessore culturale dell’agricoltura e la sua utilità sociale.
Il nostro Impegno è per:
- sostenere attività agricole che adottino modalità produttive che rispettino l’ambiente e la salute dei cittadini;
- recuperare un’agricoltura tradizionale che garantisca genuinità e qualità dei prodotti e nello stesso tempo consenta una adeguata remunerazione ai produttori
- non disperdere le competenze professionali di molte attività artigianali;
- operare sugli enti competenti perché a tutte le piccole imprese artigiane sia garantito l’accesso al credito;
- riqualificare il commercio nei centri storici in modo che riesca a reggere la concorrenza della grande distribuzione e nello stesso tempo possa sviluppare quelle tipologie di offerta che si rivolgono ad un territorio più vasto e che caratterizzano un centro urbano;
- fare del Comune, con l’Assessorato al turismo e al commercio la cabina di regia di collaborazioni su eventi che coinvolgano operatori del commercio, loro associazioni e le scuole per promuovere il marchio Adria sia a livello culturale che gastronomico;
- rilanciare il ruolo di Adria quale centro erogatore di servizi, nei diversi ambiti;
- agevolare forme di autogestione nel consumo, come i GAS (gruppi di acquisto solidale), che favoriscono il ricorso a prodotti del territorio, a km 0;
- ripensare e promuovere l’AIA, quale struttura di sostegno allo sviluppo artigianale e industriale del nostro territorio, con un maggior coinvolgimento dei comuni e delle associazioni di categoria;
- orientare il Comune a investire in energie rinnovabili partecipando a tutti i bandi che gli permettano l’istallazione di pannelli fotovoltaici e solari su propri edifici. Il Comune potrà anche prevedere sconti sulle tasse comunali, accordi con le banche per prestiti agevolati, procedure agevolate per le autorizzazioni per i nuovi impianti privati e/o impianti di gruppo (GAS energetici), informazioni specifiche dell’Ufficio Ambiente, magari coinvolgendo stagisti universitari in questa attività.
Autonomia e identità della città
Adria deve rivendicare la propria autonomia senza sudditanza politica e culturale rispetto a Rovigo e alla Provincia, affermando il proprio ruolo, valorizzando tutte le proprie risorse umane e materiali. Questo richiede non solo il superamento di certi atteggiamenti di diffidenza reciproca e degli egoismi dei piccoli gruppi, ma anche la capacità di creare occasioni di confronto e di collaborazione fra i diversi soggetti che possono cooperare in grandi progetti per la città.
La consapevolezza dell’identità della nostra città va tradotta in scelte coerenti e condivise che valorizzino storia - cultura – arte.
Il nostro Impegno è per:
- la promozione del Museo Archeologico (con reperti archeologici visibili in loco);
- la valorizzazione e il maggior utilizzo dell’Archivio, delle Biblioteche (con il sostegno all’attività culturale svolta dalla Biblioteca comunale, sviluppando sinergie con le altre biblioteche della città, delle frazioni e del Delta);
- il riconoscimento dell’importanza di Adria Paleocristiana, testimoniata da importanti reperti storici;
- la realizzazione di uno spazio museale che illustri la formazione geologica e antropica del Delta, partendo dal delta antico (Septem Maria) che si trovava nei pressi di Adria, verso il delta moderno che si è venuto formando in particolare col taglio di Porto Viro;
- l’attuazione di progetti già elaborati nel passato come una Pinacoteca e un Museo Civico;
- la valorizzazione dei cori cittadini, dei gruppi artistici, delle Fondazioni (Bocchi, Mecenati, Franceschetti-Di Cola);
- la creazione di una Fondazione “Adria-Delta Cultura” che gestisca il Teatro Comunale, in sinergia con la Comunità del Parco, e realizzi grandi eventi culturali, in collegamento col Conservatorio, col Museo Archeologico Nazionale e le altre istituzioni culturali cittadine;
- l’utilizzo degli altri teatri, quali il Politeama e il Ferrini come spazi teatrali e di aggregazione per i giovani; restauro e agibilità del teatro San Francesco.
Urbanistica
La fisionomia futura di una città, di un territorio, non può essere lasciata all’improvvisazione. Ciò che Adria potrà essere in futuro deve essere pensato ora, analizzando i dati oggettivi, facendo proiezioni, indicando le linee di azione per far sì che pubblico e privato vadano nella direzione di uno sviluppo armonioso dell’ambiente comunale, inteso come relazione tra cittadini (che lavorano, studiano, fruiscono di servizi, impiegano il tempo libero) e il territorio. Gli strumenti di pianificazione, a qualunque livello, devono avere questo come obiettivo principale. Ad Adria a fronte di un sostanziale rispetto per tutto ciò che caratterizza il centro storico, ottenuto con i piani di recupero, ci sono stati interventi che hanno inferto ferite al nostro ambiente urbano e l’attenzione deve essere sempre alta vista la recente vicenda di Piazzetta Oberdan.
Il nostro Impegno è per:
- valorizzare la peculiarità del centro storico di Adria e dei centri periferici. Questo passa attraverso il decoro, la pulizia, la manutenzione delle strade e degli spazi pubblici, ma anche evitando che si eseguano interventi che stravolgano la fisionomia e l’equilibrio architettonico e ambientale di intere zone;
- salvaguardare l’ambiente rurale in forma intelligente perché lo spopolamento della campagna favorisce il degrado e la perdita definitiva di testimonianze storico architettoniche significative. La riqualificazione di immobili dismessi andrà essere perseguita, promossa e incentivata, incoraggiando e sostenendo il recupero, il riutilizzo, la qualificazione ambientale ed energetica;
- far sì che sulle nuove edificazioni siano attivate forme di promozione e di incentivazione al raggiungimento di verificabili livelli di sostenibilità (attraverso premi volumetrici e/o sconti sugli oneri ad esempio);
- promuovere la coscienza sostenibile soprattutto attraverso l’esempio da parte dell’Amministrazione comunale, intervenendo sugli edifici di proprietà. Si può giungere all’obiettivo attraverso punteggi che tengono conto del livello di autonomia energetica, del ridotto impatto sulla rete fognaria, del risparmio delle risorse idriche (consumo di acqua potabile);
- curare le nuove aree di espansione individuate secondo criteri di funzionalità urbanistica, soprattutto sotto il profilo dell’invarianza idraulica e della cura del verde attraverso convenzioni per piani di manutenzione pluriennale con evidenziati i relativi oneri finanziari e opportune convenzioni pubblico-privato;
- individuare come priorità per quanto riguarda la viabilità la realizzazione della tangenziale nord-est con l’individuazione di stralci funzionali la cui realizzazione possa portare a risultati tangibili evitando le “incompiute”;
- valorizzare i corsi d’acqua sia in prossimità del centro (restauro riviere), sia per attrezzarli a fini turistici. Adria come città di servizi deve individuare aree e immobili da destinare per potenziare questa sua vocazione anche prevedendo luoghi di ritrovo per i giovani.
Turismo
Bisogna uscire da una visione ristretta e miope dell’offerta turistica. Il turismo nella società dei beni immateriali è destinato ad avere un ruolo crescente; la fruizione dei beni ambientali e storico-artistici è una delle richieste delle diverse componenti sociali, soprattutto di quelle più colte e curiose. Perché un territorio possa avere capacità attrattive deve però offrire elementi di forte impatto. Servono perciò professionalità capaci di intercettare gli interessi del grande pubblico e di una platea di potenziali utenti non ristretta all’ambito locale o regionale. Il primo passo è sicuramente quello di attuare una vera e propria progettazione partecipata che parta dall’esistente e che tenda ad individuare la percezione dei valori comuni. Il nostro territorio non si presta di certo all’invasione di un turismo di massa, ma aspira ad avere visitatori che sposano un turismo più lento, in grado di apprezzare le eccellenze naturali, artistiche, gastronomiche che possiamo vantare di avere e che andrebbero valorizzate.
Il ruolo delle Pro Loco è di importanza strategica poiché queste associazioni esaltano le tipicità del territorio. Le manifestazioni, i percorsi gastronomici, le iniziative di promozione dell’identità culturale devono essere incentivate e supportate dall’Amministrazione Comunale. Quest’ultima, che gode di una sua rappresentanza all’interno del Consiglio Direttivo dell’Associazione (due consiglieri di maggioranza e uno di opposizione), deve coinvolgere la Pro Loco nella programmazione degli eventi, nella concertazione delle strategie turistiche. E’ fondamentale che l’Amministrazione comunale veda sempre più nella Pro Loco l’organo di specifica competenza turistica. La Pro Loco potrà diventare altresì il referente principale per le manifestazioni legate al consolidamento dello scambio culturale sociale ed economico con le città gemellate, salva la titolarità del rapporto amministrativo in capo al Comune ed ai suoi rappresentanti.
Il nostro Impegno è per:
- l’elaborazione di un Piano per il Turismo che sappia unire l’interesse per il Delta del Po alla ricchezza storica e culturale di Adria, rappresentata dal Museo, dall’Archivio antico, dalle Chiese, dal Museo della Cattedrale, dalla ricchezza paesaggistica, dagli itinerari nei paesi del comune; integrazione del Piano comunale con quello provinciale del turismo;
- la realizzazione di materiale turistico informativo, di pannelli divulgativi;
- il reperimento di informazioni in tempo reale da un portale Internet accessibile a tutti gli operatori turistici locali;
- la dotazione per la Pro Loco di un efficiente Ufficio Informazioni, completamente automatizzato, collegato alle strutture ricettive del Comune, potendo, così, garantire anche un servizio di monitoraggio del turismo locale;
- l’affidamento alla Pro loco del coordinamento delle iniziative a livello comunale (sancito anche dal Protocollo d’Intesa tra UNPLI Veneto e Anci Veneto;
- il sostegno all’imprenditoria privata, che sta dando segni di vivacità, con calendari di iniziative di intrattenimento e di grandi eventi culturali;
- il ripristino della “galleggiante”come elemento di attrazione turistica e di spettacolo;
- l’invito a tutto l’associazionismo perché dia il proprio contributo anche con iniziative coordinate fra più associazioni;
- la collaborazione con l’Autodromo, che, se si riesce a limitare il suo impatto in termini di inquinamento acustico, può contribuire a creare interesse e attrazione;
- la diffusione in tutte le categorie sociali di una “cultura dell’accoglienza” che renda Adria città aperta e accogliente;
- il riconoscimento delle realizzazioni e delle potenzialità degli istituti scolastici medi e superiori, in particolare degli indirizzi turistici dell’Istituto Colombo e dell’Alberghiero, per la formazione di guide e di accompagnatori turistici e per la formazione all’imprenditoria in ambito turistico;
- la creazione di piste ciclabili da collegarsi con altre già presenti e funzionali, particolarmente in direzione della sinistra Po;
- il potenziamento del binomio treno più bici e, quindi, della maggiore fruibilità della linea ferroviaria già esistente, che potrebbe permettere al visitatore di muoversi su due ruote visitando i piccoli centri polesani. Lo sviluppo del turismo ciclabile potrebbe portare alla nascita di nuove figure professionali come la guida ciclistica che consente infatti a coloro che praticano il turismo in bicicletta di poter visitare i territori attraverso itinerari ben organizzati e di assaporare tutte le sfumature di un territorio;
- lo sviluppo del turismo sociale che risponde ad un diffuso e crescente bisogno di socializzazione. In questo ambito il recupero dell’Ostello di Mazzorno Sinistro e l’individuazione di altri siti nelle frazioni porterebbe alla creazione di una rete di strutture ricettive particolarmente adatte a questo tipo di turismo indirizzato a soggiorni scolastici, campi estivi per giovani, per associazioni. In queste strutture si porrebbe è particolare attenzione a corsi di educazione ambientale e naturalistica e a laboratori di archeonatura;
- la creazione di uno spazio adeguato da concedere ai produttori di tipicità locali. E’ necessario incentivare e ideare eventi di forte legame con le unicità del territorio e le tradizioni locali.
Far uscire Adria dall’isolamento
Occorre stabilire legami più stretti col territorio, col Delta, con l’area più vasta (basso veneziano, bassa ferrarese), senza supremazie, valorizzando le specificità dei diversi centri urbani e, facendo sistema. Le città e i paesi bassopolesani devono, però, superare le chiusure localistiche che hanno impedito di stabilire rapporti fecondi fra di loro, in una pluralità di ruoli che le diverse comunità locali possono interpretare, all’interno del più ampio contesto regionale e nazionale: potenzialità dell’ambiente naturale, vivacità imprenditoriale, patrimonio storico- artistico- culturale. L’ottica da adottare è quella della promozione di uno sviluppo condiviso che coinvolga il territorio come insieme dinamico, anche con la formazione di una Unione fra Comuni. Una maggiore funzionalità deve essere realizzata nei trasporti pubblici, sia con l’integrazione della ferrovia con gli autobus, sia con migliori collegamenti con l’asse ferroviario Padova – Bologna. Sono da potenziare i collegamenti di Adria con le grandi realtà economiche, culturali, urbane, attraverso la realizzazione o il completamento di almeno un’opera di grande viabilità: Romea commerciale, Romea ferroviaria, Nogara mare, senza pedaggi per i polesani e partendo da Adria.
Una risorsa per la città è costituita anche dai molti adriesi emigrati; se da un lato la loro emigrazione ha impoverito la città, dall’altra la ricchezza di contatti e di conoscenze da essi sviluppate possono aiutare Adria a intessere relazioni con una vasta realtà nazionale e internazionale. In particolare possono essere molto utili i contatti con tutti gli adriesi emigrati che operano nelle Università, nei Centri di Ricerca. Da loro può venire uno stimolo all’innovazione in campo economico e sociale.
L’identità e la vivibilità dei paesi del comune
Si impone l’esigenza di favorire uno stile di vita che stabilisca un buon rapporto col territorio, con i suoi valori, col suo tessuto umano e storico-culturale, con i suoi prodotti tipici, quali la patata americana, il melone, l’aglio, il vino. I paesi hanno bisogno di vedere riconosciuta e valorizzata la loro identità, la loro specificità, non come fatto folkloristico, ma come possibilità di realizzazione dei loro abitanti. Per superare forme di isolamento e di solitudine bisogna anche mettere in discussione eccessive chiusure che in passato non hanno permesso ai paesi di collaborare fra di loro e col centro città. Bisogna moltiplicare invece le occasioni per la messa in atto di iniziative convergenti.
Il nostro Impegno è per:
- la cura delle strade, evitando i pericoli derivanti dal passaggio di mezzi pesanti per i centri abitati o per strade inadatte;
- l’ampliamento e la specializzazione delle reti fognarie;
- una maggiore attenzione ai servizi pubblici, agli autobus che possono agevolare sia la frequenza della scuola da parte dei ragazzi sia il collegamento fra i paesi e il centro città;
- la realizzazione di praticabili e sicuri percorsi ciclabili che possono collegare le frazioni fra di loro e col centro: il nostro territorio possiede dei percorsi naturali, lungo gli argini dei canali, in strade secondarie, che senza grandi investimenti, possono offrire l’opportunità per itinerari non solo appetibili per i turisti ma anche salutari per sportivi e per quanti amano il contatto con la natura.
- operare perché vengano realizzati collegamenti telematici, come l’ADSL, che permettono collegamenti Internet efficienti;
- ampliare l’offerta di luoghi di aggregazione per i giovani, gli adulti e gli anziani;
- redigere un calendario delle feste patronali e delle manifestazioni che ponga su un piano di pari dignità quanto si svolge nei diversi insediamenti del comune, come è già stato fatto in qualche occasione, cogliendo le opportunità di una più moderna e dinamica integrazione del territorio.
Bottrighe
- Riconoscere il ruolo del maggior centro abitato, dopo il centro storico, qualificandolo come paese all’interno del Parco del Delta del Po e organizzando momenti di incontro sia di carattere artistico sia di carattere sociale.
- Valorizzare e promuovere le attività produttive, risanando le aree degradate come l’ex-Polichimica.
- Creazione di un collegamento, vicino al Po, con la nuova strada Adria-Ariano in modo da permettere il collegamento anche con i paesi di Cavanella e Mazzorno Sinistro.
- Realizzazione di una nuova area per l’edilizia economica e residenziale agevolata.
- Valorizzazione della storia del paese e dei suoi esponenti più illustri, con una documentazione fotografica e libraria.
- Sostegno alle iniziative musicali e teatrali.
MazzornoSinistro-Cavanella Po- Progetto di Recupero e di utilizzo dell’Ostello come luogo di incontro e di fruizione turistica e culturale, collegandolo col rilancio dell’attracco sul Po e gli altri servizi a valenza turistica del paese, quali luoghi di ristorazione.
- Favorire le attività di ristorazione e le iniziative private che animano il paese.
- Assicurare la manutenzione costante dell’arredo urbano.
- Sviluppo di attività produttive nell’Aia.
- Pulizia dei fossati e migliore manutenzione del verde.
Bellombra
- Sistemazione del Traversagno e manutenzione delle altre strade.
- Difesa dell’ufficio postale.
- Creazione di nuove aree fabbricabili.
- Recupero dello scolo Crespino.
- Potenziare i luoghi e i momenti di incontro per i giovani.
Valliera
- realizzazione del marciapiede lungo la strada statale Adria-Rovigo.
- Realizzazione di un impianto semaforico a chiamata dove esiste già l’attraversamento pedonale.
- Creazione di un centro ricreativo per i giovani con sala giochi, sala Tv, ecc.
- Realizzazione di una pista ciclabile che colleghi Baricetta con Valliera e Adria.
- Costruzione di un piccolo centro sportivo con calcetto e campo da tennis.
- Risolvere il problema delle lunghe attese al passaggio a livello.
- Facilitare il trasporto scolastico per gli studenti che frequentano le scuole medie.
- Apertura di uno sportello comunale nella frazione per le pratiche burocratiche.
Baricetta
- Rendere più efficiente l’apertura del passaggio a livello per evitare la divisione in due del paese.
- Completamento della piazza con opere di arredo urbano.
- Realizzazione di marciapiedi fino in prossimità della chiesa.
- Sistemazione delle strade e dei punti luce nelle vie periferiche.
- Realizzazione di parcheggi e di accesso alla zona degli impianti sportivi e del Centro civico in corrispondenza dello scolo Boniolo.
- Riqualificazione del Centro civico con possibilità di utilizzo con finalità sociali-abitative.
- Individuazione di nuove zone edificabili.
Fasana
- Utilizzo razionale dell’ex-edificio scolastico.
- Messa in sicurezza delle strade che attraversano il paese.
- Realizzazione di un’area a parcheggio.
- Promozione di occasioni di incontro per giovani e anziani in collegamento con altri paesi e col centro storico.
Cà Emo
- Risoluzione del problema della circolazione dei mezzi pesanti nell’area centrale del paese.
- Pulizia dei fossati.
- Controllo sulle attività economiche per limitare l’impatto sull’ambiente e sulla circolazione stradale.
- Miglioramento dell’arredo urbano e cura delle strade.
Tutela dell’ambiente e dei beni comuni: acqua, aria, terra.
Il nostro territorio è una realtà fragile e già in parte compromessa per la presenza di strutture, come il Terminal gasiero e la Centrale di Polesine Camerini, che hanno prodotto un pesante impatto ambientale ed effetti nocivi per la salute. Un impegno prioritario deve essere contro l’insediamento di attività inquinanti. Una scelta molto discutibile è la riconversione a carbone della Centrale, perché compromette la stessa credibilità del Parco del Delta; nel caso malaugurato venga realizzata, deve essere esercitato un controllo sul suo impatto ambientale, ma soprattutto vanno poste le premesse per il suo superamento nel futuro.
La difesa dell’ambiente naturale deve avvenire con la difesa di uno stile naturale di vita, nel contenimento dei consumi energetici, nello sviluppo di fonti alternative, purché non riducano la superficie coltivabile, nel controllo delle emissioni in atmosfera, nella riduzione dei rifiuti, nel coinvolgimento dei cittadini nell’effettuazione della raccolta differenziata, per evitare comportamenti di scarso civismo.
La nostra lista è impegnata per il Referendum contro la privatizzazione dell’Acqua e contro il Nucleare. Essi costituisco una importante occasione per affermare un modello di sviluppo che privilegia la solidarietà, la salute e il rispetto dell’ambiente.
Parco del Delta
Finora il Parco è stato gestito con una politica di piccolo cabotaggio, si tratta di puntare a un suo lancio sul piano nazionale e internazionale, perché è nel Veneto la maggior parte del Delta. Adria non può giocare, come hanno fatto alcuni gruppi politici della passata amministrazione, al ribasso, ma anzi deve puntare ad un ruolo forte, di traino, con proposte che riguardano la peculiarità della propria collocazione e delle proprie caratteristiche. Il Comune deve essere protagonista nella individuazione e definizione delle norme che regolamentano l’uso del territorio che rientra nella perimetrazione del Parco del Delta. Essere nel Parco rappresenta oltre che una garanzia di qualità ambientale, anche una straordinaria opportunità. Il nostro territorio è il risultato di un’azione dialogante tra uomo e natura che deve continuare. Ci sono aree che, già oggi, sono vincolate da leggi nazionali. Il loro inserimento nel parco consentirebbe di poter accedere a finanziamenti per strutture per il turismo sostenibile che, purtroppo, oggi sono appannaggio di altri comuni del territorio, non di Adria;
Adria deve essere la più importante “porta” di ingresso per il Parco del Delta del PO, con attrezzati centri di informazione, accoglienza e professionalità da mettere a disposizione dei turisti. L’amministrazione comunale si attiverà affinché Provincia e Regione investano più risorse nel parco, così che l’Ente Parco possa fungere da volano per l’economia turistica del Delta.
Abbiamo bei paesi e cittadine da scoprire, abbiamo un Parco meraviglioso ancora tutto da conoscere nei suoi vari aspetti, abbiamo tradizioni storico-artistiche e artigianali, abbiamo tradizioni gastronomiche. E’ necessario valorizzare tutti questi beni, con strutture che permettano di fruire di queste cose, creando piste ciclabili e percorsi a cavallo, passeggiate, e dando poi la possibilità di riposo e ristoro; si possono mettere a disposizione della gente tutti i prodotti che possiamo offrire e di cui si possano ricordare (anche sotto forma di oggetti artigianali).
In un territorio come questo, che dovrebbe essere un polmone di ricambio per chi lo visita, non si possono insediare cattedrali inquinanti, che non danno lavoro se non in minima parte, e in ogni caso rovinano gli altri settori, come turismo, agricoltura e pesca.
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