Le ipocrisie della maggioranza sulla stabilizzazione dei due precari
Sulla questione della mancata stabilizzazione dei precari, che costerà al Comune di Adria parecchie decine di migliaia di Euro, il centro destra, sperando nella distrazione e nella scarsa memoria collettiva, continua a inviare, come sempre ha fatto, messaggi fuorvianti ai cittadini, a dimostrazione di quale sia la considerazione che la giunta adriese ha dei propri amministrati. E’ una tecnica di comunicazione più volte sperimentata in questi anni, a imitazione di un modello adottato a livello nazionale: si capovolge la realtà e si ripete più volte una palese bugia per farla diventare verità. Ad Adria, però, in questo caso, il Sindaco e la sua maggioranza non si sono impegnati a confezionare leggi “ad personam”, ma a costruire ostacoli “contra personas”, contro i due precari, appunto, salvo poi dire di aver fatto di tutto per stabilizzarli. E’ sufficiente una semplice considerazione per smascherare tutte le ipocrisie che si sono sentite e lette in questi mesi sulla volontà di inserire in organico due professionalità la cui competenza era cresciuta con l’attività svolta in comune per poi essere assurdamente dispersa. Non ci dimentichiamo, infatti, che nel bando che fissava i requisiti per partecipare al concorso erano state inopinatamente inserite clausole che chiudevano inesorabilmente le porte alla partecipazione dei due precari. A suo tempo da più parti era stato denunciato questo atteggiamento punitivo che impediva a chi aveva egregiamente e diligentemente svolto il proprio compito negli anni precedenti di concorrere per coprire quello stesso ruolo, escludendo tra i titoli richiesti la sua specializzazione di laurea o pretendendo un’abilitazione professionale mai richiesta prima. Quindi non solo i due precari non sono stati regolarizzati, ma sono stati tagliati fuori anche dallo stesso bando, impedendo loro di misurarsi alla pari con gli altri concorrenti. Tutto ciò è avvenuto durante l’amministrazione Barbujani. Di fronte a questa evidenza evitino Sindaco e Giunta di arrampicarsi sugli specchi perché continuando a dire bugie rischiano di trovarsi a vivere in un mondo di cartapesta costruito da loro stessi dove la frase abusata “metterci la faccia” equivale in realtà a “indossare una maschera”. Forse varrebbe la pena, invece, che si guardassero allo specchio e dicessero la verità prima di tutto a loro stessi, magari facendosi aiutare dalla buona memoria dei cittadini.
IMPEGNO COMUNE
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