“Amate dunque il forestiero, perché anche voi foste forestieri nel paese d’Egitto” (Deuteronomio, 10, 19)
“Ero forestiero e mi avete ospitato” (Matteo, 25, 35).
Queste due affermazioni dell’antico e nuovo testamento non sembrano aver ispirato le nuove misure nei confronti degli immigrati, approvate dalla Giunta comunale di Adria, riportate da Il Gazzettino del 9 marzo scorso e presentate al Consiglio comunale sabato 10 marzo.
E si che gli Italiani non dovrebbero dimenticare di “essere stati stranieri”, visto che ben 40 milioni di italiani sono emigrati in vari paesi del mondo, incontrando spesso le stesse discriminazioni, ben testimoniate da Gian Antonio Stella nel suo noto libro “L’orda , quando gli albanesi eravamo noi”, e che la Giunta di Adria vuole adesso riservare agli immigrati.
Mentre si presentano, come novità, misure di controllo della presenza nelle abitazioni già previste dalle leggi nazionali, esse sono mirate agli stranieri, mentre devono valere per tutti, italiani e stranieri. Come deve valere per tutti il rispetto della donna, visti i troppo frequenti omicidi di donne, e spesso anche di figli, da parte di maschi italianissimi, ma ancora incivili; perché non revochiamo la residenza anche ai mariti italiani violenti?
Che cosa intende fare l’Amministrazione per favorire il rispetto delle leggi, la conoscenza della lingua italiana e l’integrazione? Quale collaborazione con le scuole e il CTP, quale politica di accoglienza? L’esperienza insegna che solo politiche concrete di inclusione sono il modo migliore non solo per limitare il disagio degli immigrati ma prevenire il disadattamento e comportamenti illegali. Ma l’inclusione nella nostra società avviene solo fra persone trattate alla pari.
Perché poi l’accanimento contro i nomadi, anche se si comportano correttamente? Si vuole ripetere il Porrajmos di nefasta memoria?
Perché poi negare il diritto di pregare agli islamici? Non si capisce che in questo modo ci si pone sullo stesso piano degli integralisti che discriminano i cristiani in alcuni paesi arabi? E che anzi con queste scelte si legittima il loro comportamento retrogrado e violento?
Mentre anche nella nostra città si realizzano momenti di incontro interreligioso e di preghiere comuni, si insinua che la pratica religiosa pubblica deve essere proibita a chi non è cattolico.
Come Impegno Comune riteniamo che Adria non abbia mai conosciuto atteggiamenti così oscurantisti e repressivi, al limite dell’autolesionismo, che ci meravigliamo provengano anche da persone che non possono vantare pedigree adriesi.
Crediamo che magari il sindaco non condivida fino in fondo queste pulsioni xenofobe, ma che debba pagare un prezzo al sostegno di quella Lega che cerca di fondare le proprie fortune politiche sulla paura e i pregiudizi, preparando un futuro di rancori e conflitti sociali.
Invece di aderire alla proposta di Impegno Comune per l’elezione di un Consigliere aggiunto, senza diritto di voto, che rappresenti gli stranieri del Comune di Adria, che costituiscono già oltre il 10 % della popolazione, si ripropongono luoghi comuni antimmigrati, magari copiati dal altre amministrazioni leghiste, che contrastano con i principi della nostra Costituzione.
Oriana Trombin
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