venerdì 12 agosto 2011

“FINCHE’ SI CONTINUERA’ AD ACCETTARE IL PEGGIO NON SARA’ MAI POSSIBILE AVERE IL MEGLIO”


Pensavamo che la centrale a carbone di Polesine Camerini fosse un dinosauro estinto e seppellito dalle nuove tecnologie oramai di uso comune. Invece con la solita proverbiale“abilità” i politici nostrani vogliono in tutti i modi resuscitarla con la “coperta” oramai logora di “un’occasione di lavoro per il Polesine”.

Ma ci chiediamo, in Polesine c’è bisogno solo di questo lavoro, o abbiamo bisogno di lavoro che sia compatibile con il nostro territorio e che conservi una qualità di vita adeguata a tutti noi e alle generazioni future?

Non c’è solo un tipo di lavoro ci sono altri lavori che il nostro territorio e la nostra vocazione possono offrire, il Parco del delta del Po (che ancora ci si chiede perchè non sia decollato visti  i finanziamenti della Comunità Europea a cui può accedere), é una miniera di posti lavoro insospettabile, e così l’agricoltura, la pesca, il turismo eco sostenibile, ecc. . In questo contesto è molto preoccupante l’atteggiamento dei sindacati che per avere un minimo di consenso rischiano inesorabilmente l’isolamento dal resto della popolazione, che chiede lavoro sì, ma senza dovere pagare un prezzo troppo alto in termini ambientali per soddisfare le esigenze di pochi.

Facciamo nostra una frase letta nei blog dei comitati contro la centrale di Polesine Camerini “Finché si continuerà ad accettare il peggio non  sarà mai possibile avere il meglio”. Questo ecomostro emetterebbe 10 milioni e mezzo di tonnellate di CO2 (la città di Milano ne produce 2,4 milioni per fare le proporzioni) e migliaia di tonnellate di ossidi di zolfo e azoto, polveri sottili e ultra sottili, che avveleneranno l’ambiente la salute e le attività economiche, accettarlo significherebbe una resa umiliante per l’intera area polesana. Il messaggio che chiediamo ai politici di ogni schieramento è quello di dire “basta”! Il Polesine non è più terra di conquista e di confine, la centrale a carbone è obsoleta quindi non va fatta! Guardiamo al futuro, alla ricerca, alla green economy, che in altre aree italiane ed europee hanno creato decine di migliaia di posti di lavoro.


                                                                                        Impegno Comune  

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