venerdì 1 aprile 2011

Il tempo pieno ad Adria una conquista


A partire da questo anno scolastico nei due Istituti Comprensivi cittadini sono state avviate due classi prime a “tempo pieno” (in realtà non è la formulazione classica del modello formativo, ma le differenze riguardano quasi esclusivamente l’organico docente, dati i tagli mastodontici già attuati dal ministro Gelmini; questa però è un’altra storia..).
Gli alunni frequentano la scuola dalle ore 8 del mattino alle 16, per cinque giorni la settimana, quindi il sabato sono a casa. Il tempo pieno deve essere considerato una conquista per vari motivi: prima di tutto è una vittoria per le molte famiglie che da anni cercavano di ottenerlo, ma senza essere ascoltati. Quest’anno grazie ad una fortunata combinazione di eventi è finalmente partito e non va abbandonato. Chi sceglie il tempo pieno, e dico sceglie perché non è certo un obbligo ma solo un’opportunità in più per le famiglie, lo fa perché lo considera un’offerta educativa valida ed efficace: gli alunni sono sempre seguiti dai loro insegnanti anche nelle attività pomeridiane (compiti e/o laboratori) e fin da subito capiscono quanto sia indispensabile rendersi responsabili ed autonomi nella gestione del proprio lavoro scolastico. Il dubbio nella scelta della scuola dei nostri figli è assolutamente legittimo, e le domande che ci poniamo sono le più diverse, ma chi considera il tempo pieno troppo faticoso rispetto al “tempo normale” delle 30 ore, deve pensare che in realtà gli alunni, mensa a parte, frequentano in totale cinque ore in più rispetto ai compagni; cinque ore dedicate allo svolgimento dei compiti a scuola.
Il tempo pieno permette a molte donne di cercare un lavoro e di andarci sapendo che i propri figli sono affidati a personale con una indubbia formazione (dato che oggi per insegnare alla scuola primaria serve la laurea). Quante di noi hanno rinunciato a lavorare perché la baby-sitter o il dopo scuola costano troppo? Quante di noi pur lavorando mezza giornata vorrebbero anche continuare a studiare magari per migliorare la propria posizione lavorativa o anche solo per passione personale e spesso non possono farlo perchè non sanno a chi affidare i figli? Vorrei ricordare a chi critica e giudica questo modo di pensare che illustri psicologi sostengono che non conta tanto la quantità di tempo che trascorriamo con i nostri bambini, quanto la qualità dei momenti che dedichiamo loro. E i cari nonni dove li mettiamo? Certo senza di loro sarebbe ancora tutto più difficile, ma purtroppo per noi (e soprattutto per loro) spesso i nonni lavorano ancora, e a meno che non si decida di avere figli dopo i quarant’anni suonati, di certo possiamo chiedere il loro aiuto in modo parziale.
La scuola ha un ruolo importante nella crescita dei giovani ed è giusto affidarle questa responsabilità restituendole credibilità educativa. Questo non significa delegarle un compito che è soprattutto della famiglia, ma realizzare una collaborazione continua nello spirito di una comunità civile. Io credo che la scuola e gli insegnanti trasmettano ai miei figli valori ed ideali che anch’io condivido e credo che anche l’amministrazione comunale debba sostenere questa scelta sostenendo questa conquista e migliorandone la fruibilità.

Impegno Comune

1 commento:

  1. Il tempo pieno è un' opportunità fondamentale per le famiglie!!!

    RispondiElimina