Sulla
condanna ad Enel secondo noi pesano moltissime ombre. Pur ricordando
che si tratta del primo grado di giudizio, ci chiediamo chi doveva
controllare lo stato dell'arte presso la centrale, l'emissione di
sostanze inquinanti nocive per ambiente e salute dei cittadini? Sembra
che in Italia industrializzazione debba quasi sempre far rima con
inquinamento e mancato rispetto delle regole, è possibile continuare su
questa strada maledetta? Rimane l'ombra della mancata costituzione a
parte civile del Comune di Adria, che oltre alla perdita di un indenizzo
economico, è coincisa con la scelta di non verificare se la salute dei
propri cittadini era stata messa in pericolo. L'indagine epidemiologica
alla base del processo, riguarda infatti proprio le malattie
respiratorie insorte in Polesine nei ragazzi più giovani.
L'amministrazione adriese e il sindaco Barbujani sono venuti meno ad un
loro dovere, la tutela della salute, appunto. Tra tutte le spese legali
sostenute da quest'amministrazione, queste erano secondo noi quelle
veramente importanti.
sabato 3 maggio 2014
martedì 29 aprile 2014
SCRUTATORI: UNA STORIA NUOVA?
Per un certo periodo, in passato, era stato introdotto il
criterio del sorteggio, ma da qualche anno a questa parte si è stabilito che
gli scrutatori vengano nominati da una
commissione composta dal sindaco, da due esponenti della maggioranza consiliare
e da un esponente della minoranza.
E’ comprensibile la perplessità di chi vede
in questa norma una forma di accondiscendenza verso il clientelismo di parte:
sembra infatti la classica legge fatta dai partiti per i partiti. Chi non si
allinea perché crede nei diritti e non nei favori si sente discriminato in
quanto regolarmente si perpetua la suddivisione dei cittadini in quelli di
serie A, B, C. E’ facile prevedere, infatti, quello che anche stavolta succederà:
il tal politico arriverà con l’elenco dei propri amici, il tal altro con una lista di nomi
forniti dal proprio partito e chi non è amico di nessuno…pazienza.
Tutto ciò,
già poco digeribile in tempi normali, è
particolarmente odioso in un periodo di crisi in cui, specie per giovani e
disoccupati, anche le poche centinaia di euro di un lavoro di qualche giorno,
possono rappresentare una boccata di ossigeno. “Ma così è la legge, non dipende
da noi” potrebbe dire qualcuno con un’alzata di spalle…e via con chi viene
chiamato per l’ennesima volta, alla faccia di chi se ne sta perennemente a
casa.
In realtà, se ci fosse la volontà da parte delle forze politiche di fare
un passo indietro qualcosa si potrebbe fare. La commissione potrebbe
unanimemente decidere di adottare una modalità di massima che non sia quella
dello scambio di figurine: questo è mio, questo è tuo. Potrebbe privilegiare,
ad esempio, il principio della
rotazione, potrebbe considerare l’iscrizione nelle liste di collocamento e
tener conto della situazione economica familiare, operando così una prima
selezione, per poi procedere di comune accordo all’estrazione dei nominativi:
tutto alla luce del sole.
Impegno Comune
chiede che i quattro rappresentanti della commissione abbiano il
coraggio di fare questa scelta che
farebbe sentire i cittadini riconciliati con una classe politica che opera finalmente secondo equità e giustizia invece
di tutelare questa o quella parte.
Questo articolo risale al 30 gennaio 2013, da allora non abbiamo avuto più risposte certe.
Si pensa di fare spazio a studenti non provenienti da famiglie agiate, a disoccupati o cassaintegrati? Con che principio?
Domani può essere una scritta una bella pagina dalla politica adriese, noi ce lo auguriamo di cuore.
Staremo a vedere: l’appuntamento è per domani in municipio. In quell’occasione sarebbe opportuno che tutti gli interessati partecipassero presenziando all’attività della commissione per verificarne i criteri di scelta.
Staremo a vedere: l’appuntamento è per domani in municipio. In quell’occasione sarebbe opportuno che tutti gli interessati partecipassero presenziando all’attività della commissione per verificarne i criteri di scelta.
giovedì 24 aprile 2014
Proposte di Impegno Comune
Le Proposte di Impegno Comune
Lo spirito del movimento civico Impegno
Comune è sempre stato quello di avanzare proposte per il bene della comunità. Vorremmo
ricordare alcuni esempi che sono oggi ancora praticabili, se raccolti dall’amministrazione.
Per quanto riguarda il Pat abbiamo proposto:
- pensare, anche in termini urbanistici,
ad una sorta di Piano di Offerta Formativa del Comune che estenda il
proprio interesse alla qualificazione professionale, all’aggiornamento e alla
formazione permanente
- promuovere la nascita di strutture di
ricerca, approfondimento e avvio di attività affiancate alle scuole e,
soprattutto, bisogna pensare a offrire spazi di studio, di aggregazione,
ricreativi, di ristoro a studenti che vengono da fuori, oltre che alla
residenzialità di chi viene da lontano per frequentare il Conservatorio,
per esempio.
- intervenire sulla qualità e
sull’efficienza di trasporti e collegamenti.
- saper anticipare i tempi sia per
rispondere a emergenze, sia per cogliere opportunità anche nella prospettiva,
ormai concreta, che la Provincia non
contribuisca più al bilancio del CUR, i cui ambienti sono oggi
esclusivamente concentrati a Rovigo e che domani, chissà, potrebbe necessitare
di spazi esterni per corsi universitari (opportunità).
- far sì che Adria diventi la meta
obbligata per chi vuole approfondire le conoscenze storiche,
naturalistiche, scientifiche, tecnologiche ed enogastronomiche del Delta del
Po.
Il museo, poi, dovrebbe diventare il
centro della vita culturale e sociale della città, mentre oggi, purtroppo, è
quasi un corpo staccato, anche prevedendo la realizzazione di percorsi e spazi
archeologici/didattici, certi che il futuro di Adria dipenderà, come per il
passato, del resto, dalla capacità di sviluppare le conoscenze e di saperle
mettere in pratica.
Per quanto riguarda i giovani, abbiamo proposto:
- realizzare concretamente un
incubatore di impresa giovanile, per offrire opportunità di lavoro, puntando in
particolare sul terziario e sul turismo, oltre che sull’artigianato;
- rendere la città accogliente per chi
vuole avviare una nuova attività, con agevolazioni e sostegno reali, a
partire dall’assistenza negli adempimenti
burocratici;
- collaborare più
intensamente con le scuole superiori soprattutto per agevolare l’inserimento
nel mondo del lavoro;
- valorizzare le professionalità
giovanili anche nell’affidamento di incarichi, promuovendo l’affiancamento a figure
professionali già consolidate e la collaborazione con l’ente pubblico,
attraverso bandi specifici e concorsi di idee;
- alleviare le difficoltà del
pendolarismo e dei problemi derivanti dal non sempre adeguato servizio offerto
dal sistema di trasporto pubblico;
- rendere concretamente operativo un
organismo di consultazione del mondo giovanile ;
- porre attenzione ai più piccoli
investendo nei percorsi protetti (pedonali e ciclabili) e rendendo più a misura
di bambino sia i quartieri del centro che le frazioni;
- riconoscere l’importanza e il ruolo
dei luoghi di aggregazione giovanile e, in particolare, degli oratori;;
- avviare l’attuazione del bilancio partecipato, ovvero condiviso e aperto
ai suggerimenti dei cittadini, che offrirebbe ai giovani la
possibilità di formulare proposte in relazione alle loro esigenze.
L’Impegno che abbiamo preso con gli elettori alle ultime elezioni
amministrative continua ad essere vivo, cercando di essere da pungolo a questa
amministrazione che secondo noi purtroppo latita su tanti troppi temi
essenziali per la nostra comunità.
Impegno Comune
lunedì 17 febbraio 2014
Problema rifiuti
La nuova organizzazione della raccolta dei rifiuti da qualsiasi parte la si voglia guardare, rimane un problema aperto. Ad Adria eravamo abituati ad un servizio migliore di quello attuale, e questo è un dato certo di partenza.
Proviamo a fare alcune proposte operative per andare incontro alle esigenze dei cittadini e delle attività: aprire l'ecocentro per il conferimento del rifiuto secco, e modificare gli orari, prolungandoli la sera, al di fuori degli orari di lavoro. Chi vive in appartamento, o per vari motivi salta ad esempio l'appuntamento con la raccolta del secco non può aspettare un mese. Bisogna tener conto quindi del fatto che una persona lavora (si spera) ed abbia bisogno di un orario più flessibile per organizzarsi e portare i rifiuti divisi presso l'ecocentro.
Si può pensare, come succede in altre regioni d'Italia, a misure compensative per i cittadini che si organizzano e raccolgono certe categorie di rifiuti abbandonati all'aperto, per riportarli all'ecocentro. Oltre ad essere uno stimolo per mantenere più pulito l'ambiente e le città potrebbe rappresentare anche un piccolo incentivo economico per i tanti disoccupati del Polesine.
Non è assolutamente chiaro per i cittadini lo scontro politico che si agita dietro la gestione dei rifiuti, a partire dalla fusione di Ecogest ed Asm che ha portato ad un impoverimento di tutti i comuni polesani tranne Rovigo, accorpamento che non ha tenuto in alcun modo conto di un principio demografico nella divisione delle quote del nuovo soggetto. Il balletto di cifre che riguardano poi l'innalzamento della discarica taglietto0, la realizzazione di taglietto1, e l'attuale conferimento dei rifiuti alla discarica di Sant'Urbano, in che modo incidono e incideranno sulle nostre bollette? E' indispensabile la nuova discarica?
Nelle dichiarazioni rilasciate in questi giorni da Nicoli e Romanello mancano diverse informazioni essenziali: i previsti 3,5 milioni di euro di risparmio di bilancio al 2015 come verranno utilizzati? (serviranno a ridurre le tasse ai cittadini?) Quale futuro prevedono per la differenziata, che obiettivi si pongono di raggiungere, e attraverso quali azioni? Saranno coinvolte le scuole e i territori attraverso un'informazione e un attività precisa?
Il fatto di non fornire più alcune tipologie di sacchetti inoltre secondo noi può avere influssi negativi, sia economici che culturali sui cittadini, che iniziavano ad avere familiarità ed abitudine a sacchetti diversi per diverse tipologie di rifiuti, e che comunque per quanto poco dovranno pagare con i propri soldi i sacchetti utilizzati.
lunedì 23 settembre 2013
CON IL PAT ADRIA DEVE TORNARE AD ESSERE ATTRATTIVA
Dagli elementi di analisi contenuti nei documenti del PAT risulta come per Adria il “declino” più che un rischio sia, purtroppo, un fenomeno già in atto. Il calo demografico, che si è accentuato negli ultimi anni con la riduzione della componente giovanile della popolazione, e la progressiva perdita di posizione all’interno del contesto socio-economico del territorio polesano sono emergenze a cui bisogna urgentemente porre rimedio per evitare che la città imbocchi un tunnel senza uscita.
Il Piano di Assetto del Territorio potrebbe essere lo strumento adatto per rispondere a queste emergenze e per invertire la tendenza, soprattutto se attorno ad esso si sviluppasse un dibattito approfondito sulle criticità e le potenzialità del nostro comune, per stimolare proposte al tempo stesso realistiche e coraggiose.
Con realismo si dovrebbe riconoscere, difendere e non disperdere ciò che già abbiamo e che spesso non riconosciamo come “valore”, in ogni ambito; con coraggio bisognerebbe cominciare a guardare ciò che ci circonda cambiando punto di vista, mettendo in campo anche la fantasia e l’ambizione di percorrere strade non ancora battute. E’ soprattutto un percorso culturale che bisogna compiere.
Impegno Comune esorta a cogliere l’occasione e si aspetta che soprattutto chi siede in Consiglio Comunale non si sottragga al compito di elaborare idee e di coinvolgere cittadini e associazioni in un confronto civile che porti a una riflessione seria sul futuro di Adria. Noi riteniamo, iniziando a dare così il nostro contributo, che ci si debba concentrare in particolare sull’”attrattività” della nostra città. Una città è attrattiva quando è facile e bello viverci, lavorarci, visitarla, ma anche quando sa relazionarsi con i territori vicini, fornendo servizi, quando sa richiamare investimenti, quando sa conciliare tradizione e innovazione.
Mi limito a portare un esempio attraverso il quale si può analizzare l’attrattività di Adria e che riassume quanto già detto: il polo scolastico e della conoscenza. La città continua ad essere un punto di riferimento per l’istruzione, ma quanto è considerato e valorizzato questo aspetto? Anche in termini socio-economici, ci si rende conto di cosa implicherebbe una sottovalutazione del rischio di ridimensionamento di questo ruolo per Adria, che già da qualche anno si trova a competere con realtà vicine quali Piove di Sacco, Chioggia, Codigoro?
Noi di Impegno Comune lanciamo un allarme perché non sembra che, nell’approccio al PAT, si sia adeguatamente posto l’accento su cultura, istruzione, formazione, educazione, che, invece, meriterebbero di essere al centro di un ragionamento di crescita sociale ed urbana. E’ giunto il momento di fare un salto di qualità, perché non basta pensare a salvaguardare la tradizione dormendo sugli allori, bisogna innovare offrendo nuovi servizi alle migliaia di persone che ogni giorno entrano negli istituti scolastici per studiare e lavorare.
Bisogna pensare, anche in termini urbanistici, ad una sorta di Piano di Offerta Formativa del Comune che estenda il proprio interesse alla qualificazione professionale, all’aggiornamento e alla formazione permanente. Bisogna promuovere la nascita di strutture di ricerca, approfondimento e avvio di attività affiancate alle scuole e, soprattutto, bisogna pensare a offrire spazi di studio, di aggregazione, ricreativi, di ristoro a studenti che vengono da fuori, oltre che alla residenzialità di chi viene da lontano per frequentare il Conservatorio, per esempio. Bisogna intervenire sulla qualità e sull’efficienza di trasporti e collegamenti. È necessario saper anticipare i tempi sia per rispondere a emergenze, sia per cogliere opportunità anche nella prospettiva, ormai concreta, che la Provincia cessi di investire negli edifici scolastici (emergenza) e non contribuisca più al bilancio del CUR, i cui ambienti sono oggi esclusivamente concentrati a Rovigo e che domani, chissà, potrebbe necessitare di spazi esterni per corsi universitari (opportunità).
Bisogna far sì che Adria diventi la meta obbligata per chi vuole approfondire le conoscenze storiche, naturalistiche, scientifiche, tecnologiche ed enogastronomiche del Delta del Po. Il museo, poi, dovrebbe diventare il centro della vita culturale e sociale della città, mentre oggi, purtroppo, è quasi un corpo staccato, anche prevedendo la realizzazione di percorsi e spazi archeologici/didattici. Siamo certi che il futuro di Adria dipenderà, come per il passato, del resto, dalla capacità di sviluppare le conoscenze e di saperle mettere in pratica.
Ecco perchè riteniamo che questo ambito debba essere indicato come destinatario di attenzione prioritaria da un PAT che voglia far rinascere una città “attrattiva”.
Leonardo Bonato
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