giovedì 3 novembre 2011

Manifestazione "No Coke"

Dopo i referendum su acqua pubblica e nucleare la giornata di sabato ha rappresentato un altro importantissimo passo democratico per la città di Adria!!!

Migliaia di cittadini  hanno manifestato pacificamente per chiedere un futuro diverso per questo territorio che è già uno tra i più inquinati a livello europeo,  e per dire ai politici che non possono e non devono pensare di poter decidere sempre senza ascoltare la volontà di chi abita il territorio.

Tutto è stato meraviglioso, nonostante molti abbiano cercato di seminare un clima di paura e di insicurezza, al limite del procurato allarme.

Le persone però non sono stupide e hanno  capito che non bisogna mai avere paura della democrazia: sabato ad adria ha vinto la partecipazione democratica!!!!!

Il movimento Impegno Comune dopo i referendum e la raccolta firme contro il “porcellum” ha dato il proprio contributo affinchè tutto fosse organizzato, pensato, e realizzato nel migliore dei modi possibili: è stato un lavoro incredibile, faticoso, che è iniziato ancora quest’ estate e che ha richiesto la partecipazione di associazioni, movimenti, partiti, sindacati e liberi cittadini.

I territori di Adria, Rovigo, Padova e Ferrara in questi mesi hanno avuto modo di essere informati attraverso seminari e conferenze: il pericolo reale del carbone e di scelte politiche scellerate, dovute solo ad interessi economici di pochi, a discapito di salute, occupazione, e sviluppo reale.

Il tutto è stato fatto tramite volontariato e autofinanziamento!!!!

Ne è valsa la pena!!

Impegno Comune ringrazia ancora  tutti per l’ impegno: questa è la politica vera, la politica bella, quella che propone soluzioni per l’ occupazione e la salute di tutti noi, per uno sviluppo serio e vero del territorio, che non si occupi solo di interessi personali o di pochi, a discapito della comunità intera.

Omar Barbierato

martedì 25 ottobre 2011

AD ADRIA COESIONE ANCHE PER FERMARE IL CARBONE

Ad Adria negli ultimi tempi sembra ritornata la voglia di coesione accompagnata anche dalla rinnovata capacità di coinvolgere, su temi importanti, rappresentanze politiche di un territorio più vasto. Lo abbiamo visto nella presa di posizione in difesa della sede  distaccata del Tribunale. Lo abbiamo visto prima ancora nella definizione della annosa questione cavalcaferrovia-circonvallazione. Lo abbiamo visto anche nel parere finalmente contrario espresso verso il “trattamento fanghi” di Bottrighe, i cui rischi erano stati denunciati pubblicamente per primi da noi di “Impegno Comune” in un comizio in campagna elettorale.

E proprio durante la campagna elettorale, negli incontri e nei confronti pubblici che si sono tenuti, l’atteggiamento verso la centrale a carbone da parte delle forze politiche era diffusamente tiepido se non apertamente contrario. Giustamente, perché se per il territorio polesano il carbone  rappresenta una risposta sbagliata, miope e di retroguardia rispetto alle sacrosante aspettative di lavoro e benessere, per Adria rappresenta un danno: la nostra città, intesa come territorio e cittadinanza, avrà tanto da perdere mentre a guadagnarci saranno in pochissimi, forse.

Allora lancio un appello a tutti gli altri candidati sindaci, ai consiglieri comunali, ai responsabili di partito perché si esprimano ed esplicitamente  sostengano l’impegno per fermare il carbone delle molte associazioni e dei tanti cittadini che da più parti d’Italia giungeranno sabato ad Adria per sfilare pacificamente a partire dalle 14.00. Anche sul carbone, quindi, si dimostri coesione e si faccia assumere alla città un ruolo guida.

Lancio un appello soprattutto a Massimo Barbujani che ha avuto modo di esprimere la sua contrarietà, come uomo, alla centrale a carbone, difendendola, però, inspiegabilmente, come sindaco.

Risolva questa strana dissociazione e partecipi anche lui, con tutti noi alla manifestazione del 29 ottobre! Gliene saremo grati come cittadini adriesi, oltre che come appartenenti al genere umano.


Leonardo Bonato

mercoledì 5 ottobre 2011

LA VENDITA DELLE AREE VERDI E’ MORALMENTE IL TRADIMENTO DI UN PATTO CONIL CITTADINO

E’ triste constatare come, ormai, gli spazi liberi pensati e preservati nel corso degli anni come risposta alle esigenze presenti e future dei cittadini residenti nel centro e in periferia siano trattati oggi come una semplice risorsa economico-finanziaria da parte di un’amministrazione comunale in cerca di una soluzione facile e apparentemente “indolore” per i problemi di bilancio.

Ma come si può proporre la vendita del verde pubblico senza rendersi conto che anche questo è uno spreco? È uno spreco della ricchezza rappresentata dal territorio di cui risentirà la qualità della vita dei cittadini, depauperati irreversibilmente di un bene di cui non potranno più disporre.

Le indicazioni della pianificazione urbanistica considerate fino a ieri strumenti per tutelare il territorio, difendendolo dalle spinte speculative, sono oggi messe in discussione dallo stesso Comune che per far cassa va avanti con varianti e cambi di destinazione d’uso, navigando “a vista”, con il P.A.T. che è, forse non a caso, fermo al palo.

C’è, però, un altro aspetto finora poco considerato.
Il Comune, quando vende un’area verde, cede un bene che ha ricevuto dai privati gratuitamente o espropriandolo per pubblica utilità, con la finalità precisa di soddisfare un bisogno della comunità. Nelle lottizzazioni questa sottrazione di superficie si ripercuote inevitabilmente sulle aree utilizzabili, aumentandone il prezzo e, pertanto, i cittadini che vivono in quelle zone hanno pagato e pagano anche quell’area verde,  accompagnati, però, dalla certezza di goderne i benefici.

La vendita anche parziale di quell’area da parte dell’ente pubblico rappresenta, quindi, moralmente, il tradimento di un patto con il cittadino, che risulta danneggiato e beffato perché alla fine:
1) ha pagato un terreno più del suo effettivo valore;
2) è privato di un servizio che riteneva garantito;
3) vede aumentato il carico urbanistico della zona, perché l’area viene venduta non come “verde privato”, ma come terreno edificabile (con il conseguente aumento della densità abitativa, dell’ impermeabilizzazione dei suoli, ecc.).

A questo punto quell’area, nel momento in cui cessa di essere quel contributo a migliorare il territorio che ne aveva giustificato la sottrazione ai privati, diventa né più né meno che una tassa a carico del cittadino. Ovviamente in modo subdolo perché bisogna continuare a dire che “non si mettono le mani nelle tasche degli italiani”.

Se non si riflette su tutti questi aspetti, se siamo indotti a considerare i beni comuni come beni di nessuno e non come beni di tutti, rendiamo più povera la nostra città e impoveriamo noi stessi.

Occorre cambiare rotta! Si riprenda a parlare concretamente di quella programmazione urbanistica di cui tutti in campagna elettorale si erano riempiti la bocca. L’uso del territorio merita una riflessione “profonda” e “alta”. Cercare di tamponare una situazione economica senza quella lungimiranza temporale che dovrebbe avere ogni buon amministratore significa scaricare ancora una volta tutto il peso dei problemi sulle generazioni future.

Leonardo Bonato

mercoledì 7 settembre 2011

SCUOLA, IMPRESA, COMUNI


La conoscenza , le risorse umane e le loro competenze sono, e saranno sempre di più, le “ materie prime ,,  più importanti per la prospettiva  della nostra  economia.

Il nostro Paese per recuperare la propria posizione in una economia sempre più globalizzata e competitiva deve investire  in modo consistente nella scuola , nei giovani con una azione integrata che veda anche il coinvolgimento e la partecipazione attiva degli Enti Locali , per consolidare iniziative e progettualità . 

Gli ultimi anni sono stati caratterizzati da profondi cambiamenti sia per il sistema economico che per il sistema dell’istruzione . La pesante situazione economica richiede l’impegno dei vari attori territoriali per elaborare e definire nuove politiche per lo sviluppo finalizzate a rilanciare la competitività del sistema produttivo locale in un contesto in cui anche la scuola , soprattutto quella professionale e superiore,  sta affrontando una profonda trasformazione destinata anche a rivedere la propria  collocazione nel contesto locale. 

In questo ambito è diffuso il convincimento che nel percorso di riposizionamento del territorio adriese e polesano,  il sistema dell’istruzione debba assumere un ruolo da protagonista , perché la scuola rappresenta il “ laboratorio,, più importante per la costruzione del capitale umano . 

Per questo i giovani  hanno il diritto di poter avere fiducia nelle proprie possibilità e nel proprio valore e, all’uscita dalla scuola, di trovare un mondo che premi i più bravi, i più meritevoli , anche se non abbienti e “ figli di nessuno ,, .  

Le imprese, d’altro canto, sono interessate a contribuire  per rendere più “ competitiva ,,  la scuola, che deve essere più partecipe alle sfide che la globalizzazione pone . Per questo è necessaria  una maggiore integrazione tra lavoro e istruzione perché anche il lavoro istruisce e, a sua volta, l’istruzione dà valore al lavoro. L’attuale separazione, invece, non è produttiva. 

Gli Enti Locali , in questo , possono anche loro essere protagonisti , considerate le “ eccellenze,, presenti nel  nostro territorio , favorendo, per esempio, l’ampliamento di  moduli didattici che prevedano esperienze in azienda  coinvolgendo sempre un maggior numero di alunni ; contribuendo ad integrare  le lezioni di  teoria e le esperienze portate in classe da chi vive e lavora sul territorio; sensibilizzando al valore del lavoro , al recupero dei mestieri tradizionali , importanti sia economicamente , ma anche socialmente , che necessitano per essere  attuali , un continuo e crescente fabbisogno di formazione che coniughi il saper fare con le nuove tecnologie con la conoscenza del mercato . 

L’auspicio a pochi giorni dal riavvio delle scuole è, che le buone intenzioni,  gli impegni dichiarati , le disponibilità a collaborare, per costruire anche dal territorio risposte fattive, si concretizzino nella realizzazione anche di quelle progettualità sopra indicate , consapevoli di dover contribuire tutti alla definizione  di una società più competitiva , in cui il lavoro sia l’architrave per la costruzione di un futuro migliore. 


                                                                                               Moda Wilma              
                                                                                           Impegno Comune

giovedì 1 settembre 2011

Impegno Comune contro il “Porcellum”






La Lista dei cittadini “Impegno Comune” aderisce al Referendum per la cancellazione dell’attuale legge elettorale. Si tratta di una legge che affida ai partiti, con liste bloccate, la nomina dei Parlamentari, espropriando gli elettori del potere di scegliere i propri rappresentanti. 

In questo modo si ripristina il precedente sistema elettorale, detto Mattarellum, che sebbene presenti alcuni limiti, è certamente migliore dell’attuale “Porcellum” che crea dei parlamentati, lontani dagli elettori e che rispondono solo ai capi partito che hanno il potere di nominarli. Riteniamo che sia questo anche un modo per costringere il Parlamento a fare una legge elettorale che interpreti la volontà dei cittadini. 

Vogliamo impedire che il prossimo Parlamento sia eletto con questa legge elettorale.

Il Comitato referendario per i collegi uninominali – Co.Re.CU. – è presieduto dal costituzionalista Andrea Morrone. Oltre alle forze politiche che a livello nazionale sono impegnate nella raccolta delle firme (Italia dei Valori, Sinistra Ecologia e Libertà, Associazione I Democratici, Partito Liberale Italiano, Rete dei Referendari di Mario Segni, Unione Popolare), sono molti gli esponenti politici e gli uomini di cultura che sostengono questo Referendum: Romano Prodi, Piero Fassino, Arturo Parisi, Angelo Panebianco, Maria Pia Garavaglia, Gad Lerner, ecc.. 

I tempi per la raccolta delle firme sono stretti, perché entro il 25 settembre bisogna raccogliere 500 mila firme; perciò Impegno Comune invita i singoli cittadini interessati e le forze politiche che a livello nazionale aderiscono al Referendum a attivarsi anche ad Adria e nel Delta per la raccolta delle firme. 

Impegno Comune, proprio per la sua natura di gruppo civico, intende essere aperto alla collaborazione con tutti coloro che si riconoscono in questa battaglia per la difesa della democrazia nel nostro paese.

Per ulteriori informazioni si può consultare il sito del Comitato Nazionale: http://www.firmovotoscelgo.it/.
Per informazioni rivolgersi all’indirizzo email: Impegno Comune <adriaimpegnocomune@gmail.com.