giovedì 6 dicembre 2012

ATTENZIONE ALLE MODALITA’ DI INTERVENTO NEL CENTRO STORICO


Tralascio le considerazioni sulla necessità di ripavimentare il corso perché è decisamente indecifrabile la scala delle priorità del l’Amministrazione Comunale adriese. Mi limito ad osservare che è la stessa amministrazione che in passato aveva descritto come fondamentalmente necessari  il nuovo ingresso del municipio e il ponte ciclopedonale, mentre oggi la dubbia effettiva utilità di quelle opere e la certezza delle centinaia di migliaia di Euro spesi  sono lì a dimostrare l’inefficacia delle scelte fatte. 

C’è, però, un’altra questione sulla quale vale la pena soffermarsi, un tema che meriterebbe una riflessione approfondita, culturale prima ancora che politica: si tratta delle modalità di intervento sugli spazi pubblici del centro, perché il rischio è quello di modificare in modo irreversibile il paesaggio urbano  cancellandone  il “vissuto” e la memoria. 

Noi cittadini adriesi siamo consapevoli che il nostro centro storico non è assimilabile agli altri centri del Delta di più recente formazione, per i quali tutto ciò che è “nuovo” è “bello” e infatti spesso ci rammarichiamo, guardando qualche foto datata di Adria, nello scoprire che la perdita di alcuni elementi autentici ne ha impoverito l’immagine. Quella autenticità che si apprezza  anche quando  andiamo a visitare altri centri storici deve essere  continuamente preservata  anche nella nostra città a partire dalle strade e dalle piazze. 

Non ci si può distrarre ne’ si può delegare il controllo a qualche organismo esterno: è l’intera comunità che, attraverso i propri rappresentanti,  dovrebbe difendere la propria identità attraverso la conservazione dei caratteri distintivi dell’ambiente urbano, fondamentale  per non disperdere il senso di appartenenza dei cittadini al proprio territorio, per non farli sentire estranei  nella propria città.  

D’altra parte non si capisce perché la tutela delle fisionomia  urbana sia richiesta ai privati che intervengono sui propri fabbricati, ma non all’amministrazione pubblica  che interviene sulla strada o sulla piazza   sulla quale gli stessi fabbricati si affacciano. E se  la pavimentazione di una strada, di una piazza, specie all’interno di una zona pedonale, è una componente fondamentale di questa fisionomia , lo è ancor  più, per ovvi motivi, quella della “Strada Granda” di Adria. Si punti, quindi, sulla manutenzione e sull’intervento meno invasivo possibile perché la patina della storia non è paragonabile al “nuovo a tutti i costi”. 

Si valuti bene, quindi, e non si faccia lo stesso errore che si è fatto con Piazza Oberdan  a proposito della quale si coglie l’occasione per chiedere  cosa ne è stato di quel progetto, prima approvato e poi rinnegato dal Sindaco? E’ stato rimesso nel cassetto? Ci si è decisi a far realizzare la sola manutenzione della pavimentazione, così come auspicato dai tanti sottoscrittori la petizione? O dobbiamo aspettarci qualche sorpresa?

Leonardo Bonato

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