Recentemente abbiamo assistito alle primarie del centrosinistra
per la scelta del candidato sindaco di alcune grandi città italiane con il
solito corollario di polemiche di cui però ci si deve scandalizzare solo quando
travalicano la normale dialettica degenerando
in regolamento di conti tra correnti.
Sicuramente
più grave dei toni aspri, utili se servono a chiarire posizioni e idee, è il
silenzio ovvero il tentativo degli apparati di partito di conservare il
privilegio di nominare il candidato non
consultando i cittadini per paura che emergano outsiders provenienti dalla
società civile o da forze politiche minori. Comportamenti di questo tipo dimostrano che i partiti più strutturati
faticano a capire ed interpretare la sensibilità dei cittadini e, temendo il
confronto con l’opinione pubblica, perdono di vista l’obiettivo finale, che è
quello di convincere l’elettorato a votare per un progetto costruito sul
coinvolgimento popolare.
E’ quello che è successo nelle due più importanti
città della Provincia di Rovigo dove il centrosinistra dribblando le primarie
ha subito nel recente passato un’autentica debacle, collezionando il peggior
risultato nazionale; qui da noi i partiti sempre più autoreferenziali, con i
loro dirigenti sempre più arroccati e lontani, prima non sono riusciti a
guardare oltre i soliti steccati, poi non hanno avuto il coraggio di chiedere
scusa agli elettori e di trarne le dovute conseguenze.
Noi di Impegno Comune abbiamo sempre difeso le
primarie come lo strumento ideale per rendere partecipi attivamente non solo gli elettori del
centrosinistra, ma in generale tutti i cittadini, nel confronto e nel
dibattito sui temi della città. Per
questo auspichiamo una profonda
riflessione che porti i partiti ad abbandonare vecchie incrostazioni e ad assumere con coraggio comportamenti
virtuosi all’insegna della trasparenza e della sobrietà: si occupino meno di
poltrone e più di proposte! Stimolino le amministrazioni con contributi di idee
innovative, invece di rimanere silenti e
farsi sentire solo quando c’è da assegnare posti!
I segnali di novità e discontinuità sono
ancora timidi e isolati rispetto alle
aspettative dei cittadini. Osserviamo, ad esempio, che la nostra idea della
riduzione drastica delle indennità di carica è stata trattata dal Consiglio
Comunale di Porto Viro, mentre nessuno, purtroppo, ha ritenuto di portarla in
discussione nel Consiglio Comunale adriese. Ad Adria, anzi, assistiamo alla
riproposizione della pratica del doppio incarico, con relativa doppia indennità
per chi è contemporaneamente vicesindaco e vice presidente del Parco.
La nostra
lista ha sempre detto a chiare lettere che queste cose devono finire e sta
dimostrando con l’attività dei singoli
cittadini impegnati in questo gruppo che si può fare politica in un altro modo,
affrontando i problemi e proponendo soluzioni, anche senza incarichi, senza
poltrone e senza indennità. Una politica
senza privilegi, intesa come servizio e non come mero esercizio del potere.
Nicola Montani
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