lunedì 27 febbraio 2012

RAPPRESENTANZA DEI MIGRANTI IN CONSIGLIO COMUNALE


La proposta di Impegno Comune di affiancare in Consiglio Comunale a chi ha diritto di voto un rappresentante dei migranti con diritto di parola ha suscitato reazioni diverse.

Il sindaco ha riconosciuto che è un argomento da affrontare, ma non ora, perché ci sono già altri problemi. Questo, però, non è un problema, ma un’opportunità di crescita e arricchimento sociale “a costo zero” che farebbe riconoscere Adria come città all’avanguardia per aperture e pluralismo da parte dei cittadini dei comuni vicini che, invece, oggi, ci chiedono, ironicamente, se i primi pensieri dei nostri amministratori siano  rivolti ai cigni del Canalbianco. 

C’è anche chi ha etichettato la nostra idea come demagogica e moralistica,  riproponendo lo schema logoro del “noi a casa nostra” da una parte, “gli altri che cancellano la nostra identità” dall’altra.
Proprio queste obiezioni dimostrano la validità della proposta che intende promuovere la coesione attraverso la partecipazione e la conoscenza reciproca, perché la diffidenza e la discriminazione sono sempre figlie dell’ignoranza. 

Si tratta di garantire la dignità e il diritto di esprimersi di persone che vivono nel nostro territorio, ma che non hanno il diritto di voto: è evidente che non c’è alcuna convenienza elettorale in tutto questo, anzi siamo convinti che le forze politiche in genere siano restie ad affrontare l’argomento per il timore di perdere voti. Chi ha un ruolo politico, però, deve assumersi la responsabilità di guida e indirizzo, pensando alle prossime generazioni più che alle prossime elezioni. 

Allora ci chiediamo: perché non c’è stato alcun intervento da parte delle opposizioni consigliari e delle altre forze non rappresentate in Consiglio Comunale? Ci piacerebbe ascoltare la loro opinione in merito alla nostra proposta e auspichiamo che qualche consigliere la faccia propria e la porti in Consiglio Comunale.

Leonardo Bonato

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