La lega interviene per difendere il proprio assessore e la giunta Barbujani con uno strano e incomprensibile concetto: “più ti criticano meglio è”.
E’ veramente paradossale, ma forse non così tanto, se pensiamo al comportamento dello stesso partito a livello nazionale: con gli slogan “paroni a casa nostra” e “Roma ladrona” si sono sistemati comodamente a Roma per 17 anni, indicando consiglieri regionali secondo il nepotismo del capo (sarà forse un’ antica usanza padana?), investendo fondi pubblici in Tanzania mentre i semplici sostenitori fanno fatica a tenere aperti i circoli nel territorio con le proprie forze, votando o meno l’ arresto di un possibile camorrista a seconda delle proprie convenienze politiche, disconoscendo le tasse da loro stessi ideate (chiedete a Calderoli se si ricorda dell’ imu).
Probabilmente il sindaco Barbujani farebbe meglio a fidarsi di più delle nostre critiche piuttosto che delle difese di un partito che comunque da il proprio appoggio in base alle direttive ricevute dal proprio livello regionale e nazionale.
Tutto questo ad Adria ha trasformato la politica in una sorta di “tifo”: con me o contro di me, prendendo decisioni col motto del “ghe pensi mi”, che sappiamo bene come ha ridotto la nostra povera Italia.
Non può essere questo lo spirito di un amministrazione che ha il dovere di spiegare le proprie linee programmatiche innanzitutto, come giustamente ricordato dal movimento “5 stelle”, e di rispondere con serietà, prontezza e chiarezza alle domande poste sia dai partiti che dai semplici cittadini.
Il ruolo pubblico è un ruolo di servizio e non di “padronato”. Le tragicommedie dei due assessori che in un caso sbottano in un “andate in procura o non rompete” e nell’ altro lanciano messaggi politici dal pulpito di una chiesa, sono inaccettabili per una amministrazione seria, e meriterebbero le dimissioni immediate dei due assessori coinvolti, come persone inadeguate al ruolo che ricoprono.
Un ultima riflessione sul fatto che il mancato controllo sui progetti di piazza Oberdan e sul ponte ciclopedonale ha portato ad uno spreco dei fondi regionali, che sono sempre soldi pubblici, di noi cittadini; inoltre la realizzazione dell’ atrio comunale, quando la priorità era la sistemazione del piano mansardato, ha comportato l’ uso anche di fondi comunali, per un ammontare di 50 mila euro, oltre ai 100 mila euro provenienti da fondi regionali.
Omar Barbierato
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