“Impegno Comune” invita i cittadini a dare la propria risposta ai quattro quesiti referendari, esercitando il diritto-dovere di voto domenica e lunedì prossimi.
In tutti noi deve esserci, inoltre, un supplemento di impegno per informare e coinvolgere i nostri concittadini visto che questo strumento di democrazia e partecipazione diretta è stato snobbato al solo fine di ridurre l’affluenza alle urne e invalidarne il risultato, impedendo anche la coincidenza della consultazione referendaria con le elezioni amministrative, con grande spreco di denaro pubblico. E così il cittadino paga per i capricci e l’irresponsabilità di chi, preoccupato dei propri processi, non vuole che ci si esprima sul “legittimo impedimento” e sul fatto che la legge sia uguale per tutti. Anche per questo occorre andare a votare, oltre che per dire la nostra sul nucleare e sull’acqua.
Per l’acqua basterebbe ricordare la scelta della città di Parigi di ritornare alla gestione pubblica dopo aver sperimentato la negatività della privatizzazione: l’acqua è un bene comune e non può dare profitti.
Per il nucleare la scelta della Germania di dismettere i reattori e spegnere le centrali nel giro di qualche anno dà il senso di quanto assurdo e antistorico sia un programma nucleare che in Italia punta alla fissione bloccando i processi di innovazione in campo energetico già in atto e mettendo in secondo piano i problemi della sicurezza, delle scorie, dei costi indiretti.
Sono questioni che ci toccano da vicino come cittadini e che incideranno sulla vita delle prossime generazioni. Occorre andare a votare, quindi, non con spirito di parte ma con senso di responsabilità e in nome del buon senso “Impegno Comune” invita a votare quattro si.
Leonardo Bonato
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