Vediamo in queste ore il dramma che sta vivendo il Giappone e la sua gente dopo il tremendo terremoto che l'ha colpito nei giorni scorsi. Dramma che sta diventando minuto dopo minuto una tragedia che coinvolge non solo il popolo nipponico, ma anche il resto del mondo; la situazione a Fukushima è infatti sull'orlo della catastrofe e noi stiamo ancora dibattendo sul nucleare sì o nucleare no. Penso che una risposta sia già stata data qualche anno fa con il referendum, ora sentire parlare i vari politicanti che tutto d'un tratto diventano esperti di energia, ieri lo erano di giustizia, domani lo saranno di ambiente fa ridere, se non piangere. Il dramma Giapponese può davvero diventare un dramma mondiale, e noi cosa possiamo fare di fronte a tutto questo? Intanto è giusto esprimere la solidarietà al popolo giapponese, secondo, sarebbe l'occasione finalmente per esprimere una posizione chiara sul tema energia e ambiente. Tutti siamo consapevoli di quanto il nostro territoro” abbia già dato” alla produzione energetica nazionale. Ci si chiede di continuare a dare ma non si può andare avanti così. Per questo è da scongiurare il rischio di una centrale nucleare a 30 km da Adria! Inoltre decisioni ormai prese, anche con il bene placito di chi invece avrebbe dovuto difendere con maggior convinzione e tenacia le prospettive di un concreto sviluppo legato alla valorizzazone del teritorio, devono essere vincolate a impegni precisi e rigorosi. Lo sforzo che stiamo facendo, il prezzo che pagheremo con la riconversione a carbone della centrale di Polesine Camerini non dovrà essere ripagato solo in termini di lavoro e cioè creando opportunità occupazionali per i residenti della zona, ma soprattutto in termini ambientali. I frutti e gli introiti derivanti dalla centrale siano destinati al territorio, alla valorizzazione dell'ambiente, ai lavori tipici della zona, al turismo, magari con incentivi sull’utilizzo razionale e compatibile di forme di energia alternativa, cosìcche quando la centrale cesserà di vivere, non avremo bisogno di nove riconversioni o chissà cos’altro! Insomma che i frutti di questo sforzo possano essere il volano non solo per arricchire chi "gode" della centrale, ma anche chi la centrale la subisce, e sarebbe bello che tutto il centrosinistra unito alzasse forte la voce in questo senso, senza se e senza ma. Anche per questo serve un Impegno Comune: per vigilare affinchè non si facciano scelte a vantaggo di pochi e a scapito di tutti gli altri!
Nicola Montani
"Lo sforzo che stiamo facendo, il prezzo che pagheremo con la riconversione a carbone della centrale di Polesine Camerini non dovrà essere ripagato solo in termini di lavoro e cioè creando opportunità occupazionali per i residenti della zona, ma soprattutto in termini ambientali. I frutti e gli introiti derivanti dalla centrale siano destinati al territorio, alla valorizzazione dell'ambiente, ai lavori tipici della zona, al turismo".
RispondiEliminaScusate, ma rilevo una grossa contraddizione in questa parte. Quale territorio sarà stato creato all'apertura della nuova centrale? Bisogna andare sul territorio, percorrerlo ed immaginare...non avrà più molto a che fare con concetti quali ambiente, turismo e tipicità...Ho dei dubbi anche sulle opportunità lavorative dei residenti. La voce si doveva alzare prima forse e non spostare il problema alle terza riconversione, come se questa fosse inevitabile. Il problema non è centrale si,centrale no, ma il fatto che non si è considerata nessuna strada alternativa di sviluppo per il territorio, nell'eterna fatalistica accondiscendenza che ha regnato su di esso da sempre.